E’ quello di Modica, registrato ufficialmente questo mese come prima indicazione geografica protetta del suo genere nell’Unione Europea
Conoscete la storia dei donuts (o doughnuts)? Ecco le origini, le evoluzioni e le varianti delle dolci ciambelle che escono tutte col buco!
Il Museo Nazionale di Storia Americana che si trova presso la Smithsonian Institution di Washington conserva ed espone manufatti di ogni tipo, dai vecchi indumenti alle locomotive, che documentano e tengono viva la memoria della storia culturale, politica, economica e scientifica degli Stati Uniti. Qui tra le esposizioni perenni c’è l’intera stanza di cucina di Julia Child, donata al museo nel 2001. La famosa cuoca e insegnante statunitense ha esercitato una grande influenza sul pubblico americano attraverso i suoi libri e le trasmissioni in televisione; e la sua vita è stata raccontata nel film Julie & Julia del 2009.
Ma nel 1997, la Smithsonian Institution è stata arricchita di un altro importante cimelio della storia americana, il Krispy Automatic Ring King Junior, la prima macchina automatica adoperata fino alla fine degli anni ’60 per confezionare i gustosi dolci ad anello a tutti noti come donuts. Questa macchina è stata ceduta dall’azienda Krispy Kreme, multinazionale del Nord Carolina che si può ritenere il tempio della celebre ciambella col buco.
Anche vero è che sono stati trovati dei frammenti di ciambelle nelle abitazioni preistoriche dei nativi americani, ma, facendo scorrere di molto in avanti il tempo, le palline di torta fritte e a volte ripiene sembra siano giunte a metà dell’800 a Manhattan, che allora si chiamava New Amsterdam, portate dagli immigrati olandesi. Il loro nome era “olikoeks”, che deriva da “oly koeks” una parola olandese composta che si traduce in “torta zuccherata fritta nel grasso” e che erano palline di pasta dolce fritte nel grasso di maiale.
Le prime ricette dell’impasto delle ciambelle chiamate invece “dow nuts” sono state trovate in Inghilterra, nell’Hertfordshire, all’interno di un ricettario del 1800; qualche anno dopo in un libro americano la ricetta compare col nome di “dough nut “.In entrambi i casi il termine “nut” cioè noce, sta ad indicare una piccola torta o un biscotto rotondo proprio come una noce.
Nei primi anni del ‘900 nel New England, la madre Elisabeth del capitano Hansen Gregory preparò per il figlio un impasto dolce arricchito di cannella, noce moscata e scorza di limone che friggeva dopo aver messo nocciole o noci al centro, dove l’impasto friggendo poteva restare meno cotto .Lei battezzò la ricetta col nome “ donnuts”; il dolce si conservava nei lunghi viaggi in mare e secondo Elisabeth preveniva il raffreddore e lo scorbuto. Ma anche in questo dolce il buco non c’è ancora.
Hansen rivendicò la paternità del buco dichiarando di averlo prodotto quando durante una tempesta in mare, dovendo afferrare il timone con le due mani, infilzò la ciambella in uno dei suoi raggi; molti anni dopo ha invece raccontato di aver prodotto il buco con una scatola di pepe in latta a sezione rotonda. Ma la popolarità delle ciambelle col buco crebbe notevolmente durante i due conflitti mondiali grazie alle donne volontarie, chiamate Donut Dollies, dal 1942 al 1946, che portavano questi dolci ai soldati nelle trincee.
Una di queste donne pensò perfino di usare un elmetto da soldato come padella per servire calde le deliziose ciambelle fritte nello strutto, dal sapore di casa. Ma fin dal 1920 a New York City il panettiere russo rifugiato dal regime zarista Adolph Levitt aveva iniziato a vendere ciambelle fritte e il grande successo lo spinse ad inventare la prima macchina per produrle in serie anziché manualmente . All’Esposizione Mondiale di Chicago del 1934 i donuts furono celebrati come “il successo gastronomico del Secolo del Progresso” e nel film Accadde una notte dello stesso anno, l’attore Clarke Gable insegna ad una ereditiera in fuga il “dunking doughnuts” ovvero come inzuppare il donut nel caffè.
Prima del Crollo di Wall Street del ’29, uno chef francese di New Orleans di nome Joe LeBeau aprì un negozio di ciambelle lievitate nel Kentucky e nel 1933 vendette ad un negoziante all’ingrosso la sua ricetta segreta (che probabilmente conteneva fiocchi patate, zucchero e latte) insieme al nome ”Krispy Kreme” che aveva scelto. Il nipote e socio del negoziante, Vernon Rudolph, decise presto di lavorare in proprio e fece crescere enormemente l’azienda Krispy Kreme fino a raggiungere nel 1948 il numero di 29 fabbriche-negozi in 12 Stati americani.
La grande richiesta delle ciambelle aveva indotto Vernon ad estendere l’attività dalla vendita all’ingrosso ai negozi di alimentari alla vendita porta a porta e poi a quella diretta in fabbrica dove l’accendersi della scritta al neon “Hot donuts now” segnalava ai clienti la produzione appena prodotta di ciambelle calde da gustare. Negli anni ’80 gli Americani cominciarono a preferire i bagel da accompagnare al caffè, ma i donuts sono tuttora di grande consumo a livello mondiale e qualcuno ha pensato anche di commercializzare i loro “buchi”, cioè la parte dell’impasto che viene tolta dal centro della ciambella che sono fritti e poi ricoperti di zucchero a velo o glassa.
I donuts sono ricoperti variamente con glasse colorate e confettini e ancora oggi la Krispy Kreme che è, insieme alla Dunkin’ Donuts (che l’ha superata nella produzione e nella vendita), l'azienda produttrice di miliardi di ciambelle negli Stati Uniti. L’iconico donut è entrato nei cinema ispirando film, cartoni animati e videogiochi, è ricordato acnora oggi nella frequente presenza della sitcom televisiva dei Simpson e nei libri per bambini, ed è divenuto parte della cultura popolare americana.
Nel 1938 fu istituito il Donut Day da parte dell’Esercito della Salvezza, in onore di coloro che servirono le ciambelle ai soldati della prima guerra mondiale; attualmente ogni anno l’intero mese di giugno è il National Donut Month e il National Donut Day è celebrato il giorno 4 dello stesso mese. Per preparare in casa questi deliziosi dolci si possono usare tre metodi differenti : unire le estremità di un pezzo di pasta lungo e poco spesso a forma di anello ,oppure usare un taglia ciambelle apposito o in ultimo usare un dosatore per ciambelle che provvede a sistemare un anello di pasta semiliquido direttamente nella friggitrice o nella padella.
L’impasto può essere lievitato per un risultato più morbido e soffice, oppure può essere ottenuto da una particolare pastella per torte ideale per la frittura; ma qualunque sia la vostra scelta se vorrete cimentarvi nel provate, tenete a mente due frasi. La prima, di Julia Child, recita “Le persone che amano mangiare sono sempre le migliori” e la seconda, coniata da Murray Banks, dice: “Whatever be your goal, keep your eyes upon the donut, and not upon the hole “ che vuol dire “Qualunque sia il tuo scopo tieni gli occhi sulla ciambella e non sul buco”!
Photo by Sara Albano



















































































































































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