Galateo vittoriano della sardina

Dalla galleria multimediale del Victoria & Albert Museum di Londra, emergono utensili per la tavola molto particolari per servire il pesce

Galateo vittoriano della sardina

 

PINZA PER SARDINE OTTOCENTESCHE

FORCHETTA PER SARDINE

Troviamo sempre tanto fascino nel solo immaginare quanto un tempo il servizio a tavola rappresentasse un irrinunciabile stile di vita, che si avvicinava alla perfezione tanto più erano abbienti le classi che offrivano periodicamente sontuosi banchetti alla propria “rete di contatti”, soprattutto nei secoli intercorsi fra il Rinascimento e gli albori del XX secolo. 

Abbiamo scovato per voi un’ulteriore testimonianza della grande cura e del “nulla lasciato a caso” che riguardava la tavola ove si accomodavano gli ospiti di un tempo: in questo caso si parla dell’epoca vittoriana inglese, della quale alcuni reperti sono conservati presso il Victoria & Albert Museum, tra i più noti musei di Londra situati nel quartiere di South Kensington. Ed è grazie alla collezione fotografica messa a disposizione online per tutti che siamo riusciti a scovare interessanti pezzi come quelli che vi proponiamo oggi, ovvero la pinza e la forchetta da sardine (cliccate sulle immagini per ingrandirle e osservarle più da vicino!).

Le prime, ossia le pinze, si stimano essere state realizzate nel tardo Ottocento sotto la firma dei produttore Lee & Wigfull, ai tempi specializzato nella forgiatura di cucchiai e forchette in argento ed altri metalli. L’etichetta della tavola vittoriana, come si può immaginare, era tanto dettagliata dall’essere complicata da seguire, soprattutto per la necessità di imparare a gestire molteplici tipologie di posate: proprio tale aspetto incoraggiò gli artigiani ad ideare nuovi, specifici utensili per servirsi di cibi particolari in tavola.

Ad esempio, le sardine sotto sale arrivavano sulle tavole inglesi nelle prime scatolette, e per rendere il gesto di estrarle comunque raffinato per ciascun ospite, si pensò a delle specifiche pinze (che richiamavano la destinazione d’uso anche nello stesso design della parte terminale, come si evince dall’immagine sopra mostrata). Siamo nell’epoca in cui prendere il cibo con le mani viene disapprovato (ad eccezione di pochi casi, come pane e frutta), e l’affermazione di forchette, cucchiai e coltelli inizia a spingersi oltre, per dar vita ad oggetti per la tavola per stupire gli ospiti e rendere più agevole il momento del pasto. Pinze similari a quelle per le sardine erano utilizzate anche per prelevare gli asparagi dai piatti da portata. Ancora una curiosità? Pare che le sardine salate venissero offerte ai commensali anche come a colazione o per gli “high tea”, i pasti serali accompagnati dal tè che rincuoravano gli operai a fine giornata di lavoro (dopo il diverso ”afternoon tea”, riservato ai più abbienti, alle chiacchiere e al relax, e per antonomasia consumato intorno alle ore 5). Secondo alcune testimonianze, le sardine salate non mancavano di essere servite anche a fine pasti!

Accanto all’immagine delle pinze, potrete ingrandire e osservare anche quella della forchetta da sardine: la sua datazione corrisponde al medesimo periodo stimato per la pinza, e benché l’autore sia in questo caso sconosciuto, gli esperti hanno ricondotto il design e l’usanza all’epoca vittoriana inglese. Come si denota, la forchetta da sardine assume una forma specifica più allungata per consentire di afferrare il piccolo pesce con praticità nella sua lunghezza. Ai tempi era possibile trovare sulle tavole dei banchetti anche una sorta di piccoli “picconi” per rompere il carapace dei grandi crostacei o delle specifiche forbici per servirsi dell’uva tagliando per sé piccole porzioni di grappoli. 

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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