Favola di un distillato…o un distillato da favola?
La menta piperita tra le migliori al mondo è prodotta a Pancalieri in Piemonte ed ha anche un museo dedicato: ecco le sue qualità
Pancalieri: 16 km quadrati di superficie, 2000 abitanti circa, per il piccolo comune della pianura a sud del capoluogo piemontese, appartenente all’area metropolitana della città di Torino (da cui dista solo 31 km), a 22 km da Pinerolo e 11 km da Carmagnola. E’ un piccolo borgo a vocazione prevalentemente agricola che, posto sulla sponda sinistra del Po, è riconosciuto a livello internazionale come il principale centro italiano per la coltivazione di menta piperita e piante officinali.
In questo piccolo territorio si svolge ogni anno la rassegna piemontese di piante officinali e colture vivaistiche e, soprattutto, ha sede il Museo della menta e delle piante officinali, inaugurato nell’ottobre del 2007. A Pancalieri, infatti, chiamata anche Isola d’erba, si coltiva il 50% della produzione italiana di erbe officinali e, proprio in questo territorio, cresce la migliore menta piperita la cui coltivazione fu avviata con successo circa 150 anni fa.
Il museo si presenta ai visitatori come l’incontro perfetto tra il passato e il presente, l’espressione concreta e tangibile del lavoro dei coltivatori di menta di ieri e di oggi, uno spaccato di vita quotidiana raccontato attraverso filmati, immagini, documenti, tavole botaniche, attrezzi da lavoro, in un percorso che attraversa la mitologia e la storia, la tradizione contadina e il lavoro dei primi distillatori, con spazi dedicati agli erbari e all’uso alimentare delle varie erbe e in particolar modo della menta piperita.
Salvia (salvia sclarea, utilizzata dall’industria alimentare per aromatizzare vini e vermouth), melissa, malva, camomilla, assenzio, tarassaco, iperico e issopo attribuiscono al territorio la palma di migliore e maggiore produttore di piante officinali e aromatiche d’Italia facendo si che un piccolo spazio della provincia piemontese assurga a fiore all’occhiello della coltura e della produzione, riconosciuta tra l’altro dalla documentazione raccolta e visibile presso il museo. Quello che si respira in questo territorio è, infatti, un profumo particolarissimo ed intenso, capace di impregnare l’aria nei mesi estivi e di riflettersi nel paesaggio in un alternarsi ininterrotto di prati, filari e campi di menta piperita.
Sono circa quaranta le aziende del territorio che si occupano della coltivazione, distillazione e produzione della menta offrendo al mercato nazionale ed internazionale materie prime di indiscussa qualità, oli essenziali, piante officinali essiccate e, a conclusione di una filiera super controllata, prodotti finiti quali sciroppi, liquori, dolci e infusi.
La menta piperita coltivata in questo distretto è riconosciuta come la migliore al mondo per la gradevolezza del gusto, la finezza del profumo e l’intensità dell’aroma. Si tratta di un incrocio spontaneo tra Mentha aquatica e Mentha viridis, chiamata anche menta piperita Piemonte e corrispondente alla varietà botanica della menta piperita nera (o black mint) che ben si presta ad essere usata sia in forma essiccata, per scopi erboristici, sia fresca per ricavarne tramite distillazione l’olio essenziale, particolarmente aromatico, dall’aspetto limpido e dal colore lievemente giallo paglierino (quasi incolore), giudicato il migliore per intensità, finezza aromatica e gradevolezza del gusto. Dal tratto distintivo unico per la sensazione di freschezza al palato, l’olio essenziale di menta piperita del Piemonte viene impiegato nel settore alimentare per la produzione di sciroppi, caramelle, dolci, liquori e addirittura nel comparto cosmetico e farmaceutico.
Amato e consumato non solo in Piemonte, lo sciroppo di menta piperita è tradizionalmente mescolato ad acqua o latte per ottenerne una bevanda gustosa e altamente rinfrescante che non presenta assolutamente il colore verde “tipico” degli sciroppi industriali, addizionati di coloranti e additivi vari. A Pancalieri, si sa, lo sciroppo di menta è trasparente, perchè quello verde, artificiale, non è sciroppo di menta!
La varietà piemontese, introdotta nel territorio agli inizi del secolo scorso, ha incontrato da subito il favore sia degli agricoltori che dei distillatori che ne apprezzano la resa in termini di qualità e quantità sia in campo che per l’olio essenziale che se ne può ricavare. La distillazione è un processo delicato che avviene generalmente nei mesi di luglio e agosto, dopo la raccolta, con la tecnica detta “dell’attraversamento di corrente a vapore a bassa pressione” che si avvale di tradizionali alambicchi in metallo dalla capacità compresa tra i 6mila e i 24 mila litri.
La prima distillazione dell’erba verde è seguita da una o più ridistillazioni dette rettifica che hanno lo scopo di ridurre la componente di terpeni e affinare l’olio essenziale stesso rendendolo più puro. L’olio essenziale di questa menta ha infatti caratteristiche ben definite: aspetto limpido e colore trasparente, aroma forte e penetrante, sapore “pepato” che lascia in bocca una persistente sensazione di freschezza seguita da una lieve punta di amaro. Dal 1999, la menta piperita nera di Pancalieri è nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Piemonte (PAT) e, dal 2003, è nel Paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino; inoltre è in corso la procedura per il riconoscimento DOP.
Apprezzare gusto e profumo della menta piperita piemontese è semplice: non solo distillato, è possibile usare le foglie essiccate per tisane e infusi o quelle fresche per ricette gustose e golose. Ingrediente adatto da aggiungere per esempio alle polpette, nelle insalate, nei fritti, accoppiata perfetta con le zucchine e i carciofi, buono per un pesto, classico aggiunto al tè o al latte, per i più golosi accompagnato al cioccolato (gli iconici after eight) oppure perfetto per i cocktails come il classico mojito. A proposito di drink, vale la pena assaggiare il cocktail piemontese “sponcion”, versione italiana dello stinger americano.
Photo via Pexels
Scritto da Viviana Di Salvo
Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.



















































































































































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