Una carta d'identità per i cibi

Indagando sul significato del termine “blockchain” applicato al mondo alimentare

Una carta d'identità per i cibi


Nell’era digitale, tutto è possibile. Anche “interrogare” il cibo e chiedergli da dove venga e come sia stato preparato.

Con la blockchain i prodotti alimentari, compresi i piatti che ci vengono serviti al ristorante, sono in grado di suggerirci persino il modo migliore per gustarli.

Se avete già sentito il termine “blockchain”, letteralmente “catena di blocchi”, probabilmente avete una certa confidenza con il mondo del bitcoin, la valuta digitale. La blockchain non è altro che un “registro pubblico”, sicuro e permanente, nel quale vengono annotate le transazioni finanziarie tra milioni di utenti di tutto il mondo.

Cosa c’entra con la tavola? Trattandosi di una banca dati sicura e controllata, questa piattaforma è la custode ideale di ogni genere di informazione, anche quelle relative alla filiera enogastronomica.

Sono diverse infatti le aziende alimentari che hanno deciso di sfruttare le potenzialità di questo mezzo. Offrendo al consumatore l’opportunità unica di ricevere delle garanzie sui prodotti, sulla loro tracciabilità, e di conseguenza sulla loro qualità. Uno strumento sofisticato utile anche a raggiungere sempre più elevati livelli di sicurezza alimentare.

Non sono pochi i prodotti alimentari “iscritti” nella piattaforma digitale, finora territorio solo della finanza e degli scambi economici. Nei banchi del supermercato infatti, accanto alle confezioni tradizionali, sono arrivate anche quelle che fanno riferimento alla blockchain: vini, agrumi, latte, carne.

Anche nomi famosi della grande distribuzione stanno investendo cospicue risorse in questo senso, per offrire ai clienti un valore aggiunto. Il meccanismo è semplice: sulle confezioni che riportano l’indicazione “Certificato Blockchain Quality”, compare un QR code che il consumatore può scansionare con lo smartphone.

Un gesto semplice che consente di visualizzare una pagina con la “carta d’identità” del prodotto.

Gli aspetti nutrizionali, i consigli per la sua degustazione, le informazioni relative alla catena produttiva, quindi la provenienza dei singoli ingredienti e infine i dati sulla preparazione e il confezionamento, comprese le sedi degli stabilimenti da dove gli alimenti partono, per arrivare sulla nostra tavola. E se le automobili hanno il Pra e noi cittadini l’anagrafe, per gli alimenti c’è la blockchain. Un’arma in più contro frodi e sofisticazioni.

Scritto da Redazione ProDiGus

Il nostro staff in costante elaborazione e ricerca di informazioni utili e attendibili nel mondo del food&beverage

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