L’inventore del ghiacciolo

Ghiaccioli e gelati: una sfida sempre aperta! Ma chi vince questo duello? Possiamo dire che i ghiaccioli hanno pari dignità del gelato e che meritano di essere gustati e apprezzati nelle loro forme migliori, prodotti con ingredienti di qualità?! Nessuno metterebbe in dubbio che un buon gelato debba prevedere una certa sapienza nella preparazione e una accorta scelta degli ingredienti; si può dire lo stesso di un ghiacciolo? Questo compagno ideale nelle calde giornate estive può considerarsi degno di attenzione da un punto di vista gastronomico e nutrizionale?

Si: fresco, dissetante, spezzafame, economico e ipocalorico (perché ricco di acqua), il ghiacciolo è sicuramente il migliore alleato dell’estate. Nella versione industriale o in quella artigianale, semplice da fare anche a casa, lo si trova sempre più spesso nelle gelaterie d’autore, rappresentando una valida alternativa al classico cono da passeggio. 

Si chiamava Frank W. Epperson l’inventore del ghiacciolo, un bambino di soli 11 anni che una sera d’inverno del 1905 dimenticò sul patio di casa un bicchiere di acqua e soda con dentro un bastoncino da aperitivo che aveva utilizzato per mescolare. Il giorno dopo Frank riuscì a liberare il blocco di ghiaccio formatosi facendo scorrere acqua calda sul bicchiere e mangiò il "ghiacciolo" usando il bastoncino come manico. Solo 18 anni dopo, nel 1923, Epperson ottenne il brevetto per l'idea del "ghiaccio sul bastoncino", che battezzò popsicle.

Diffondendosi ben presto in tutto il mondo, il ghiacciolo ha acquisito molti nomi diversi: popsicle negli Stati Uniti e in Canada, ice lolly nel Regno Unito e ice block o icy pole in Australia.

Il ghiacciolo arriva in Italia nel secondo dopoguerra, portato dagli americani, e subito riscuote successo. In principio, il nome fu legato alle aziende che lo producevano (siamo nel 1960 e in Emilia Romagna il ghiacciolo viene chiamato BIF dall'acronimo dei cognomi dei tre soci titolari dell’azienda produttrice: Braglia - Iori – Fornaciari; nella città di Bologna, addirittura, si chiamava COF dal nome della ditta Cavazzoni Orlando e fratelli che aveva sede proprio in città).

Da allora, questa preparazione di acqua, zucchero e aromi vari, è diventata sempre più la passione di grandi e piccoli, passando dalle forme industriali alle attuali produzioni artigianali, certamente di qualità superiore sia dal punto di vista nutrizionale che organolettico: la polpa di frutta fresca frullata delle versioni artigianali vince a mani bassissime sullo sciroppo e sui coloranti alimentari di quelle industriali.

Che sia industriale o artigianale comunque è un errore considerare il ghiacciolo “solo” un mix di acqua ghiacciata aromatizzata, si, perché è la giusta armonia tra la quantità di acqua e frutta, la giusta compattezza del ghiaccio e la misurata quantità di zucchero a rendere un ghiacciolo, un buon ghiacciolo e un ottimo prodotto da consumare!

Il ghiacciolo è uno snack sano che si può preparare facilmente anche in casa perché richiede ingredienti e attrezzature semplici. Al limone, all’arancia, alla fragola o alla menta… quale che sia il vostro preferito, gustatelo sempre di buona fattura!


Fonte: Linkiesta

Scritto da Redazione ProDiGus

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