La torta mimosa

Si trova nelle nostre pasticcerie per tutto l’anno, ma è un assoluto must per celebrare la festa della donna: ecco la sua storia

La torta mimosa

La festa della donna è una ricorrenza le cui origini sono ancora oggi avvolte da un alone di mistero. Secondo alcuni, il legame con la commemorazione del giorno della morte di 129 operaie americane in un rogo divampato sul luogo di lavoro (un opificio) nel 1908 non avrebbe alcuna fonte storica documentata. 

I festeggiamenti sarebbero nati nello stesso anno, sempre in America ma nel mese di maggio, nel corso di una conferenza al femminile improvvisata dalle donne facenti parti del partito socialista del tempo per discutere del proprio diritto al voto. L’idea di una giornata internazionale dedicata alle donne uscì rapidamente dai confini americani: a Stoccarda e a Copenaghen iniziarono a tenersi dibattiti e riunioni aperte per i diritti delle donne, e la scelta della data dell’8 marzo sarebbe legata a vicende accadute in territorio russo, dove nel 1917 un gruppo di operaie organizzò una manifestazione contro lo zarismo a San Pietroburgo. 

L’istituzione di una giornata in onore del gentil sesso ancora oggi punta ad essere un inno alla vita, al rispetto e all’uguaglianza. Il colore prediletto per festeggiare in piena tradizione nazionale? Il giallo più vivo, scelto dall’Unione Donne Italiane attraverso la simbologia del fiore della mimosa, quando nel mese di marzo del 1946 a Roma le sue adepte si ritrovarono attorniate dal profumo e dalla bellezza di alberi in piena fioritura. 

Il colore e la sofficità dei fiori di mimosa è perfetto anche da vivere in tavola grazie alla torta mimosa, la cui origine non è affatto avvolta nel mistero, benché la vera ricetta non sia stata mai resa pubblica dal suo inventore Adelmo Renzi. Originario del paese di San Filippo di Contigliano, Adelmo Renzi, dopo anni di esperienze presso diversi ristoranti romani negli anni ’50 , tornato a Rieti divenne insegnante all’istituto alberghiero e decise di aprire il Ristorante del Teatro Flavio

Qui gli spettatori del teatro si recavano per gustare i suoi dolci prelibati, tra i quali compariva per l’appunto la torta mimosa; questa specialità divenne però celebre nel maggio del 1962, quando Renzi la presentò come un tronchetto che riproduceva un ramo di mimosa ad un concorso di pasticceria che si svolgeva quell’anno a Sanremo. La città dei fiori premiò la sua idea e il suo delicato dolce si aggiudicò la vittoria. 

La particolarità della torta mimosa è la calotta che la ricopre, fatta con finissime briciole di pan di Spagna che richiamano i fiori di mimosa. Il pan di Spagna viene privato della parte superficiale più cotta e la base viene imbevuta di latte, oppure di uno sciroppo di acqua e zucchero, o ancora di succo di frutta, oggi più tipicamente di Marsala

La farcitura della torta è fatta con crema pasticcera o crema diplomatica e la copertura è di panna o crema Chantilly, poi ricoperta con le sue immancabili bricioline gialle. Esistono diverse ricette della torta mimosa, come quella  all’ananas, alle fragole, e la crema pasticcera che riempie il dolce si può aromatizzare al limone o arricchire di gocce di cioccolato. 

Cimentandosi nel realizzare la torta mimosa, occorre fare attenzione che la crema pasticcera di farcitura sia ben densa e ferma per non colare al taglio delle fette: può venire di grande aiuto aggiungervi della gelatina in fogli reidratata in acqua fredda e strizzata al termine della preparazione (ne basteranno un paio di fogli per ½ lt di crema). Inoltre, è bene aver cura di non bagnare eccessivamente il pan di Spagna, nonché di lasciar riposare la torta mimosa per almeno un’ora in frigorifero prima di consumarla.

Il bravo pasticciere Adelmo Renzi, che ha rivelato solo alla figlia Paola la sua ricetta segreta ; recentemente scomparso ,il 31 agosto del 2022 è stato insignito del titolo di Commendatore della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella per il suo talento e le sue doti di imprenditore che hanno fatto della torta mimosa un’eccellenza del territorio d’origine e un’icona indissolubilmente legata per gli Italiani alla festa della donna.

Photo by Redazione Prodigus

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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