Più legumi italiani!

Ben due terzi dei legumi consumati nel nostro paese è di origine estera

Più legumi italiani!

I legumi fanno parte del gruppo alimentare delle verdure e degli ortaggi, differenziandosi al tempo stesso da essi per alcune proprietà che accomunano le specie che ne fanno parte. Dalle lenticchie ai ceci, dai fagioli ai piselli, dai lupini, alle fave e alla soia, ciò che rende questi legumi tra i più nutrienti cibi di origine vegetale, è il loro contenuto in proteine ad alto valore biologico, nonché in sali minerali e fibre.

Ciò fa sì che, abbinandoli ai cereali (meglio se integrali), si possono ottenere piatti nutrizionalmente bilanciati, perfetti per essere consumati come piatti unici, oggi sempre più in voga per aiutarci a controllare maggiormente le calorie che assumiamo, saziandoci in modo adeguato.

Ma da dove provengono i legumi secchi che acquistiamo sugli scaffali dei supermercati? A questa domanda ha voluto trovare risposta un rapporto stilato dall’Istituto di ricerca Areté per l’Alleanza cooperative agroalimentari, nel quale si stima che circa due terzi dei legumi consumati in Italia siano di origine estera. 

Se il dato più rilevante riguarda le lenticchie, che provengono da paesi stranieri per ben il 98% delle quantità assorbite annualmente dalla domanda italiana, anche gli altri legumi fanno registrare numeri non meno importanti, con il 95% dei fagioli secchi, il 71% dei piselli ed il 59% dei ceci altrettanto importati dall’estero.

Nel solo 2017, l’importazione totale di legumi nel nostro paese ha sfiorato le 360 mila tonnellate di prodotto. 

Tuttavia, al tempo stesso vi sono buone notizie per la produzione italiana, che sta facendo registrare dati di crescita promettenti.

Ad oggi siamo solo all’ottavo posto in Europa con 200 mila tonnellate annue prodotte di legumi secchi, indietro di quattro volte rispetto alla Francia, che è il primo produttore d’Europa. 

Tra i paesi leader nel mondo c’è l’India, che da sola riesce a produrre il 32% dei milioni e milioni di tonnellate consumate in tutto il mondo. Ma i ritmi di crescita della popolazione mostrano la necessità futura di riuscire a produrne ancora di più, anche in seguito al cambiamento degli stili di vita, che si orientano sempre più verso il consumo di proteine vegetali. 

 

Fonte: Il Fatto Alimentare

Scritto da Redazione ProDiGus

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