Frisceu di San Giuseppe

Non solo zeppole: nel giorno della festa del santo e di tutti i papà, la tradizione ligure vuole che si friggano i golosi frisceu de leituga

Frisceu di San Giuseppe

Le zeppole rappresentano senza dubbio la ricetta più conosciuta e amata nel nostro paese per celebrare la festa di San Giuseppe, che coincide con quella dei nostri amati papà. Ma non è di certo l’unica, poiché lanciandosi alla scoperta delle tradizioni gastronomiche delle nostre variegate regioni italiane, se ne possono scoprire di altre, per portare una ventata di novità anche sulla propria tavola.

E quest’anno vi portiamo il Liguria, dove la festa di San Giuseppe si contraddistingue in tavola con le frittelle di lattuga, più comunemente conosciute come frisceu. Era abitudine tra i falegnami - di cui San Giuseppe è il patrono - riordinare la bottega il 19 marzo per invitare amici e clienti più affezionati e condividere con loro un momento di convivialità, offrendo frisceu e un buon bicchiere di vino sfuso. 

A chiunque entrasse nella bottega il falegname offriva sia frittelle dolci che frisceu de leituga (frittelle di lattuga), tra le quali si nascondeva uno scherzo: una di esse era infatti ripiena di ovatta e segatura e faceva vincere il “premio” al malcapitato di dover offrire da bere a tutta la compagnia.

A Santa Margherita Ligure, più precisamente nel quartiere di Ghiaia, la primavera, tra canti, fuoco ed effluvi di olio fritto, coincide con la festa di San Giuseppe, santo che fu venerato dai genovesi fin dal 1500-1600, proclamato come uno dei protettori della città di Genova. “A San Gioxeppe, se ti peu, impi a poela de frisceu…”, ovvero “A San Giuseppe, se puoi, riempi la padella di frittelle…”, sembra abbiano decretato gli abitanti dell’antica “Pescino”.

Così, in questa fetta di terra ligure, la festa di San Giuseppe viene celebrata ogni anno all’insegna del fritto, tra “frixeu” salati e frittelle dolci con l’uvetta, accompagnate da un buon vinello (il “bianco di Portofino”) e da un tradizionale fuoco, l’ormai famosa “luminea de San Gioxeppe”, vanto folcloristico della Città.

Preparare i frisceu è molto semplice, trattandosi di una pastella a base di semplici farina 00, lievito di birra e acqua. L’impasto viene lasciato lievitare e solo dopo vengono delicatamente incorporate all’interno delle erbe aromatiche: di tradizione si tratta di salvia oppure di erba cipollina tritate fresche, di foglie di lattuga o di borragine tagliate a listarelle, ma non mancano versioni al rosmarino, al timo o alla maggiorana. L’impasto viene poi fritto a cucchiaiate in olio bollente, rigirando le frittelle di tanto in tanto: occorreranno solo pochi minuti per renderle gonfie e dorate. Da provare!

Photo by Redazione Prodigus

Dopo la laurea in Lettere Antiche segue la passione per la cucina non smettendo mai di approfondirne l'essenza sia nella pratica che nell'approfondimento degli aspetti storici. Oggi cura varie attività che cura in qualità di chef e libero professionista, supportando diverse tipologie di aziende.

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