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Un colosso americano inventa il tacchino a forma di carota, in una simpatica “sfida inversa” al dilagare dei prodotti vegan
Si chiama marrot, dall’unione delle parole carrot e meat, cioè carota e carne. Potrebbe sembrare un’americanata, e per certi versi forse lo è.
La carota niente affatto vegetale è preparata con il tacchino e rappresenta sicuramente una sorta di simpatica sfida ai vegani. Il video che ne illustra la preparazione contiene poche semplici parole, che appaiono sulla parte alta e su quella bassa dello schermo e suonano come una divertente dichiarazione di guerra a chi ha abolito la carne dalla propria dieta.
Nei supermercati specializzati si trovano bistecche, salumi e hamburger vegani di ogni tipo. In genere sono preparati con soia, seitan e spezie. Tante, proprio per insaporire l’alimento; in alcuni casi le preparazioni che sostituiscono i piatti a base di carne riescono a riprodurne quasi fedelmente il sapore.
Gli ideatori del prodotto Marrot (un colosso americano del fast food) devono aver pensato che fosse del tutto naturale ribaltare i principi dei vegani e vendicare, per così dire, gli amanti della carne inventando un cibo che avesse dei vegetali solo la forma e, dentro quella forma, una sostanza fatta di tacchino. Una sorta di megetables, una parola intraducibile in italiano, più o meno suonerebbe come vegecarne, frutto del matrimonio tra i termini carne e vegetale.
A guardare il video, viene quasi voglia di cimentarsi nella preparazione della Marrot. Il filetto di tacchino viene tagliato in sezioni, condito con sale e pepe bianco, avvolto in tessuto per formaggio e pellicola trasparente, per dargli la forma dell’ortaggio, quindi immerso in acqua bollente. Una volta cotto, lo si libera dall’involucro e lo si fa rotolare in polvere di carota, per fargli assumere il tipico color arancio dell’ortaggio. Infine, un ciuffo di prezzemolo, sull’estremità più larga, gli conferisce l’inconfondibile aspetto dell’alimento preferito di Bugs Bunny.
Secondo chi lo commercializza in America - da noi per il momento non è possibile acquistarlo - questa preparazione sarebbe in grado di fornire a chi la consuma, il 70% dell’apporto quotidiano di vitamina C.
Insomma oltre ad essere esteticamente piacevole, gustoso e a non essere fritto, Marrot sarebbe addirittura un buon integratore di vitamina C.
Ma come la mettiamo con i bambini? Quando avvistano dei vegetali, abbandonano la tavola. Marrot potrebbe allora essere un mezzo per cominciare a spiegare loro che le apparenze, spesso, ingannano.
Fonte: Wired
Scritto da Redazione ProDiGus
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