Sorry, we’re closed!

Nel 2018 in Inghilterra è record di chiusura dei ristoranti. Ma qual è il vero motivo?

Sorry, we’re closed!

Solo nei primi nove mesi di quest’anno, sono stati ben 1.123 gli esercizi di ristorazione che hanno abbassato le serrande in Inghilterra.

Una notizia uscita sul Times di Londra poche settimane fa, che dà la colpa alla volubilità del consumatore moderno, e addita anche i social network. 

Di certo le radici della problematicaaffondano anche in altre dinamiche che hanno caratterizzato nell’ultimo ventennio la ristorazione inglese, come ad esempio la crescita esponenzialedi gastronomie, pizzerie, bistrot e chi più ne ha più ne metta. Una crescita che si è tradotta inevitabilmente in un forte clima di concorrenza, nell’ambito del quale solo “i migliori” - spesso intesi come “i più commerciali” – riescono a sopravvivere. 

Trattandosi inoltre di uno tra i primi business in ascesa sul territorio, il passare del tempo ha visto anche i costi di affitto dei localisalire sempre più, a tal punto da diventare proibilitivi e accessibili per lo più a grandi investitori del settore. 

A questa fotografia del mercato attuale, si aggiunge il cambio dei gusti e delle tendenzein campo alimentare, che tendono a mutare sempre più velocemente, con consumatori che sono alla costante ricerca del “nuovo”, e difficilmente sono disposti ad accontentarsi. 

Questo concetto vale non solo per il cibo stesso, ma anche per l’ambientee l’atmosfera in cui lo si consuma.

Basti pensare ai milioni di utenti che tutti i giorni condividono sui social network foto di pietanze, mentre le degustano nei ristoranti del mondo intero, riuscendo a renderle più accattivanti spesso proprio grazie a una particolare atmosfera, ad un’arredamento accattivante, fino  alle stesseluci, che nei ristoranti vengono ormai studiate appositamente da architetti e marketer per fornire al cliente anche l’intensità luminosa idonea per lo scatto di foto o la registrazione di video con gli smartphone. 

Scritto da Redazione ProDiGus

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