Un vino che fa rima con il territorio della Maremma, dando vita ad un’equazione perfetta il cui risultato non delude mai: scopriamolo insieme
Con l’obbligo del QR code in etichetta ai consumatori viene data l'opportunità di scegliere il vino con più consapevolezza
L’Italia del vino entra in una nuova fase di trasparenza. Dal 2024, in applicazione del Regolamento (UE) 2021/2117, i produttori sono obbligati a indicare in etichetta non solo gli allergeni – come già avviene da anni – ma anche l’elenco completo degli ingredienti e i valori nutrizionali. Per evitare etichette eccessivamente lunghe (nonché scritte in caratteri minuscoli, considerato lo spazio disponibile su una bottiglia di vino) la normativa prevede l’uso di un QR code (si trova sul retro di ogni bottiglia) che rimanda a una pagina digitale dedicata, contenente obbligatoriamente tutte le suddette informazioni.
Finora le etichette del vino comunicavano fondamentalmente stile, oltre l'anno di produzione e in alcuni casi brevi note di filosofia produttiva,di descrizione sensoriale del vino o ancora sui consigli d'abbinamento in tavola. Con il QR code si entra invece in un terreno più tecnico, simile a una scheda alimentare. Scansionandolo con lo smartphone, il consumatore potrà tuttavia scoprire anche "ingredienti sorprendenti" presenti all'interno della bottiglia scelta.
Il vino ai nostri giorni non è infatti sempre solo “uva fermentata” come potremmo immaginare. In molte cantine entrano in gioco coadiuvanti tecnologici e additivi enologici autorizzati che difficilmente ci aspetteremmo di trovare in un calice. Tra i più sorprendenti che potremmo scoprire nelle liste ci sono:
- Chiarificanti proteici come albumina d’uovo o caseina (derivati animali usati per rendere limpido il vino);
- Gelatina di pesce (colla di pesce o isinglass, tradizionalmente usata come agente chiarificante);
- Gomma arabica o carbossimetilcellulosa (stabilizzanti che ammorbidiscono l’astringenza o riducono i cristalli di tartrato);
- Trucioli di rovere o aromi di legno liquidi per dare note “barrique” più intense senza l’uso di botti costose;
- Metatartarico e mannoproteine per stabilizzare;
- Mosto concentrato rettificato per aumentare gradazione zuccherina o correggere squilibri.
Ingredienti leciti, ma che la maggior parte dei consumatori non associa a un prodotto ancora considerato (illusoriamente) “naturale” come il vino. Il prezzo che pagheranno i produttori in questo passaggio da un’etichetta “romantica” a una “trasparente”, sarà tutto da vedere: la "scommessa" si gioca tutta sull'interesse dei consumatori stessi ad informarsi su ciò che versano nei propri bicchieri, scegliendo di prendersi il tempo (brevissimo) di consultare la pagina web cui rimanda in QR Code oppure no.
Per chi è attento ad allergeni, calorie o additivi, il QR code diventa uno strumento immediato e autorevole. Inoltre, può diventare un ponte per uno storytelling più ricco: oltre alle informazioni obbligatorie, il produttore potrà aggiungere note su sostenibilità, certificazioni bio o pratiche agronomiche innovative. In conclusione, il QR code obbligatorio sul vino italiano è più di un dettaglio normativo: è un cambio di paradigma in cui l’informazione non è più solo marketing ma anche sicurezza, trasparenza e cultura alimentare. Prepariamoci però a scoprire quante “magagne” di non-naturalità popolano i nostri calici, tra coadiuvanti tecnologici, additivi e ingredienti insospettabili che rendono oggi il vino un prodotto molto più “ingegnerizzato” di quanto pensassimo. La sfida sarà far convivere poesia e dati, emozione e chimica: il futuro del vino si giocherà anche su questo nuovo, piccolo codice a barre quadrato.
Photo by Sara Albano
Scritto da Sara Albano
Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di marketing e comunicazione e consulenza per il food service a 360°, oltre ad essere il braccio destro di Fabio Campoli e parte del team editoriale della scuola di cucina online Club Academy e della rivista mensile Facile Con Gusto.



















































































































































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