Mezzemaniche in salsa al pomodoro Graziella insolita, arricchita con curry, ceci e gamberi
Clementina (o forse Celestina), Rosa o Maria? Una donna, un dipinto e una squisita torta alle mandorle tutta da provare a Torriglia (a 30 km da Genova)
Il piccolo comune collinare di Torriglia, a circa 30 chilometri da Genova, vanta la specialità dei canestrelli, i biscotti dall’inconfondibile forma a margherita che furono ritratti sul Genovino, la moneta d’oro coniata a Genova nel 1252 ed emessa fino al 1415. I canestrelli hanno ricevuto il riconoscimento di PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale), ma Torriglia che vanta anche un secondo riconoscimento PAT nella squisita torta dal nome di “Bella di Torriglia” che qui è stata prodotta ispirandosi a una figura di donna avvolta nella leggenda della tradizione popolare.
Ebbene, chi era la Bella di Torriglia? In visita alla città, in piazza Fieschi, è possibile ammirare un grande ritratto di donna, un olio su lino, opera realizzata nel 1995 dall’artista Pietro Lumachi. Ha i capelli castani e i profondi occhi scuri delle donne liguri, ed è colta nel momento in cui entra in casa e si volta mostrando il sorriso furbesco e seducente di chi ha deciso di restare senza marito, una condizione piuttosto insolita in passato.
La Bella di Torriglia ispiratrice del dipinto potrebbe essere Rosa Garaventa, una donna molto attraente ma destinata a restare single in accordo alla locuzione popolare che nel dialetto locale recita “A Bella de Turiggia: tutti a vêuan e nisciûn s’a piggia” , ovvero “ La Bella di Torriglia: tutti la vogliono e nessuno la piglia”. Questo modo di dire, spesso italianizzato, è stato ampiamente adottato per indicare qualcosa che è bello e desiderabile ma solo in apparenza, come nel caso di una ragazza bella ma schiva o che a causa del suo brutto carattere non trova marito. Di Rosa Garaventa si conosce solo l’anno di morte, il 1868; nel suo ritratto pubblicato all’interno di un periodico umoristico-letterario aveva in mano un mazzolino di fiori e la dedica che lo affiancava diceva: “Regina di Torriglia accende i cuor, si chiama Rosa e un fior essa è tra i fior” .
Sembrerebbe plausibile che sia stata Rosa la Bella di Torriglia, se non fosse che ci siano state nel tempo altre due candidate a questo titolo. Una di queste sarebbe Clementina, o forse Celestina, l’amante segreta di Sigismondo Fieschi, conte di Lavagna; per ovvi motivi lei non poteva sposare il nobile, e si racconta che rimase senza marito pur restando fedele al suo amore anche quando la famiglia dei Fieschi fu esiliata. In questo caso la bella Clementina era inarrivabile da qualunque pretendente perché amante di un potente signore. E siccome non c’è due senza tre, la terza figura femminile che può aspirare al titolo di Bella di Torriglia potrebbe essere Maria Traverso, vissuta anche lei nell’800 come Rosa Garaventa; abitava proprio in piazza Fieschi, era molto bella e "guardacaso" senza marito.
Ma la torta come nasce? Quando nel 1995 fu collocato il dipinto di Lumachi nella piazza del paese, il sindaco allora in carica chiese al pasticciere Giuseppe Guano di confezionare un dolce dedicato alla leggendaria donna, chiunque ella fosse. La “Bella di Torriglia” è composta da una base di pasta frolla aromatizzata con la scorza di limone che viene farcita con un ripieno soffice fatto con farina, zucchero, uova, burro, mandorle tritate finemente e aromi di vaniglia e arancia. Ricoperto eventualmente con scaglie di mandorle, dopo la cottura viene solitamente spolverizzato con zucchero a velo. Una deliziosa torta che si distingue per l’aroma delle mandorle amare e il tocco agli agrumi, entrambi prodotti simbolo della splendida Liguria.
La Bella di Torriglia si può considerare una interpretazione del frangipane, una torta di antica tradizione il cui nome è associato alla potente famiglia nobile dei Frangipane (o Frangipani), molto influente a Roma dal Medioevo fino all’800. Sembra che un conte Frangipani avesse ideato un profumo simile a quello delle mandorle amare e che avesse donato a Caterina De’ Medici, consorte del re di Francia Enrico II, la ricetta di una crema pasticcera fatta con la farina di mandorle. Le prime ricette della torta alla crema di mandorle sono citate da François Pierre de La Varenne, il più grande cuoco francese del ’600 riconosciuto come il padre della gastronomia moderna. La crema frangipane può farcire torte, crostate, biscotti ripieni. Della torta frangipane sono state inventate tante varianti sia nella base della pasta frolla che nel ripieno; la più classica ricetta italiana ha una base di pasta frolla su cui si spalma della confettura di albicocche oppure arance prima di riempirla con la crema alle mandorle.

Photo by Redazione Prodigus
Scritto da Sara Albano
Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di marketing e comunicazione e consulenza per il food service a 360°, oltre ad essere il braccio destro di Fabio Campoli e parte del team editoriale della scuola di cucina online Club Academy e della rivista mensile Facile Con Gusto.



















































































































































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