Charity bar

L’iniziativa americana che rivoluziona il modo di fare beneficenza

Charity bar

A Napoli è nota l’usanza del “caffè sospeso”, ovvero di lasciar pagato al bar un caffè per chi entrerà dopo di noi; ma in Canada e Stati Uniti, sta diventando invece sempre più comune devolvere la propria consumazione in beneficienza. 

Non si tratta dunque di un gesto di solidarietà parziale o saltuario: questi “charity bar” devolvono l’intero ricavato tenendo per sé esclusivamente lo stretto necessario per la copertura delle spese. Pionieri di questo tipo di proposta agli avventori sono stati l’Okra Charity Saloon a Houston e l’Oregon Public House a Portland. Il primo ha concluso lo scorso anno con donazioni che ammontavano ad un totale di 1 milione di dollari. 

Il successo di questa nuova filosofia è insito in tutta probabilità anche nel fatto che ciascuna attività cerca a suo modo di coinvolgere il cliente nella scelta delle associazioni ed organizzazioni alle quali verranno destinate le sue donazioni. Ad esempio, presso l’Okra Charity Saloon ogni mese se ne selezionano quattro tra cui far votare i clienti, e quella prescelta sarà destinataria dei fondi nel mese successivo. Invece l’Oregon Public House mantiene aperta per 5 mesi consecutivi la raccolta fondi verso 6 attività no-profit in contemporanea, e il cliente può scegliere in libertà a quale destinare l’introito per la sua consumazione. 

A Montreal è nato un ristorante dove, ad esclusione degli chef, il resto dello staff è composto da volontari delle diverse onlus della città, che danno luogo ad incassi che vengono devoluti alle stesse onlus locali. Da New York, invece, parte l’iniziativa del bar Coup che ha annunciato di voler aprire presto pop-up bar per il fundraising in giro per tutti gli USA. Il comune denominatore di tutte queste iniziative in America è costituito dunque da un forte attaccamento e sensibilità al territorio, unitamente alla volontà dei cittadini di essere d’aiuto per l’intera comunità. 

Veder presto fiorire questo tipo di iniziativa anche in Italia sarebbe un vero sogno, ma per il momento ci accontentiamo del dato che vede comunque crescere nel nostro paese le iniziative che legano l’alimentazione alla beneficenza, con sempre più eventi e cene gourmet curate dai migliori chef al fine di donare il ricavato dell’esperienza gastronomica ad enti che mirano ad aiutare coloro che necessitano di aiuto sia dal punto di vista economico, che medico e di reinserimento sociale. 

Scritto da Redazione ProDiGus

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