Origini e curiosità sui più antichi ed importanti dolci che fanno da sempre parte della tradizione nazionale di fine anno
Un piccolo frutto invernale che reca in sè tanto benessere con tutto il profumo dell'estate: è la feijoa, che inizia ad essere coltivata in Italia
Per un frutto esotico il riconoscimento è tutto e, proprio in questa direzione, stanno lavorando produttori e distributori di feijoas, piccoli frutti dal sapore unico e particolarissimo.Originari del Sud America ma caratteristici della tradizione alimentare australiana e neo-zelandese, le feijoas iniziano ad essere apprezzate e ad avere una buona risposta commerciale negli Stati Uniti, in Giappone, Malesia e Singapore, in medio Oriente (in particolare Dubai) e in Italia dove, con stupore di molti, questi frutti iniziano ad essere coltivati in alcune regioni (Toscana, Liguria, Sicilia e Calabria).
Appartenente alla famiglia delle Mirtaceae, la Feijoca sellowiana è un arbusto sempreverde che produce un frutto dalle dimensioni ridotte (circa 5 centimetri) e dalla forma leggermente allungata con la buccia verde scura e una polpa bianca, granulosa (simile alla pera) e piena di piccoli semi. I frutti maturano, a seconda delle varietà delle cultivar da settembre a gennaio, ma il loro gusto è ricco di sapori e sentori dolci e aromatici che rievocano l’estate in un mix di note che rimandano all’ananas, alla fragola, alla mela cotogna e addirittura alla meno conosciuta guaiave e alla menta. La polpa è succosa e si stratifica in due parti: una centrale chiara, gelatinosa e ricca di semi e una più esterna dalla consistenza più soda e granulosa appunto.
Oltre che per il sapore particolare, la feijoas è apprezzata per l’interessante contenuto di vitamina C (28-35 mg per 100 grammi), che la rende perfetta da consumare nella stagione fredda, per il modesto apporto calorico (70 Kcal per 100 grammi di polpa) e al contempo per il buon contenuto di fibre, beta carotene, vitamina B6, sali minerali (potassio, sodio, calcio, ferro), iodio (3mg per 100 grammi di prodotto fresco), flavonoidi, quercitina e canferolo. La feijoa si mangia generalmente come si fa con il kiwi, ovvero si taglia a metà e con un cucchiaino se ne assapora la delicata polpa.
In cucina la feijoa è sorprendentemente versatile, appropriata per la cottura, adatta alla pasticceria (come farcitura per le torte o come confettura per le crostate), perfetta per i frullati e in aggiunta allo yogurt, prelibata anche nelle insalate, usata per aromatizzare vino e liquori. Dal cioccolato ai crumbles, dal gelato alla vodka, fino a salse (anche agrodolci) per accompagnare la carne, il suo caratteristico sapore si presta infatti a decine di ricette. Provatelo anche fresco, in purezza, e scoprirete un ottimo spuntino, accompagnandolo volendo ad altri frutti in una buona macedonia fresca e salutare.
E’ possibile acquistare i frutti di feijoa in negozi specializzati con un costo medio che si aggira intorno ai dieci euro al chilogrammo, certo non particolarmente economico ma accettabile a fronte delle sue proprietà e dei benefici che apporta: le fibre aiutano e proteggono l’apparato intestinale, il basso indice glicemico rende il consumo adatta ai pazienti affetti da diabete di tipo 2, i minerali e l’acido folico migliorano l’energia mentale e l’attività neurale, buona è la funzione antibatterica e la capacità di stimolare il sistema immunitario, contribuisce ad abbassare il livello del colesterolo e il contenuto di acidi grassi polinsaturi (omega-3 e omega-6) contribuisce al benessere del sistema cardio-vascolare.
Interessante anche l’uso che si fa dei fiori dal colore bianco-rosaceo e delle foglie della feijoa sellowiana, serviti freschi o cotti al forno come croccanti chips i primi, in infusi e tè le seconde. La tradizione autoctona della pianta suggerisce anche di sciogliere i fiori, dolci, direttamente sulla lingua per gustarne l’aroma. La feijoa è inoltre particolarmente apprezzata in ambito cosmetico perché il suo estratto vegetale è ricco di principi attivi con funzioni emollienti, ammorbidenti, toniche, rinfrescanti, elasticizzanti, dermopurificanti e stimolanti.
Photo made in AI
Scritto da Viviana Di Salvo
Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.



















































































































































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