Carne di Kobe

Una vera e propria prelibatezza che proviene dal Giappone: ma negli ultimi tempi se ne sperimenta l’allevamento anche in Italia

Carne di Kobe

I giapponesi consumano la pregiatissima carne di Kobe sin dal XVII secolo. Si tratta di una qualità di manzo che fino a non molto tempo fa, era vietato esportare. Oggi le prelibate bistecche di origine nipponica sono diffuse in tutto il mondo. È stato inaugurato di recente, un allevamento di questi animali anche in Italia, precisamente a Treviglio, in provincia di Bergamo. A commercializzare questo prodotto è una startup che vende carne on line e festeggia i suoi primi cinque anni di vita, offrendo ai propri clienti questa novità.

Piacerà sicuramente molto ai cultori della carne, che potranno avere la loro porzione di Kobe direttamente a casa. Naturalmente, questa comodità non scoraggia, anzi favorisce il desiderio di programmare una vacanza in Giappone, per le meraviglie che il Paese del Sol Levante offre e, magari, per gustare la cucina del luogo, compresa questa pietanza a base di carne.

La fettina di manzo si presenta tenera e marezzata. Il nome esatto della specie è Kurolem Wagyu o Tajima Wagyu, espressioni che indicano la caratteristica colorazione nera di questa rarissima qualità di manzo. Il nome Kobe, conosciuto da tutti, è il nome della città che si affaccia sulla baia di Osaka, dove questi animali vengono allevati.

Secondo la tradizione giapponese, i manzi di Kobe seguono una dieta lenta e di lunga durata (circa 900 giorni), in un ambiente sereno, che non conosce lo stress e in un clima particolarmente favorevole. Il piatto a base di carne di Kobe è raffinato, profumato, dal gusto unico. Si tratta, come già sottolineato, di un prodotto raro, con una genetica eccezionale, difficilmente replicabile.

I manzi di produzione italiana infatti sono ottimi, ma come gli stessi allevatori precisano, non sono identici a quelli giapponesi, anche se molto vicini agli originali.

Trattandosi di tagli molto pregiati, con una consistenza e un gusto che difficilmente deludono il palato, la produzione di Kobe è molto limitata. Lo 0,16% di tutta la carne prodotta in Giappone corrisponde a questo tipo di manzo. Ogni anno ne vengono esportati in Europa solo 200 esemplari. E ogni capo reca una certificazione di qualità. Quanto al prezzo, è facile immaginare che siamo agli antipodi rispetto al costo di un hamburger. Per acquistare un etto di carne cruda, bisogna sborsare 60 euro; cifra che può variare molto, secondo il taglio di carne e il modo in cui è preparata. Il finger food a base di Kobe rende la specialità nipponica quasi popolare.


Fonte: Stile

Scritto da Redazione ProDiGus

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