Problema Extravergine

In seguito ai dati di produzione piuttosto negativi del 2018, occorre prepararsi all’avvento sul mercato di bottiglie di qualità inferiore

Problema Extravergine

L’ultima stima risale al 31 dicembre 2018: l’Italia nello scorso anno ha prodotto “solo” 166.476 tonnellate di olio d’oliva, che mostrano l’evidenza di un’annata di raccolta dimezzata rispetto agli anni precedenti. Valori vicini ai minimi storici, secondo quanto affermato da Coldiretti, a causa dei cambiamenti climatici e delle forti ondate di maltempo impreviste.

Ne consegue una domanda che sorge spontanea: cosa conterranno allora quest’anno le bottiglie di olio extravergine che acquisteremo soprattutto nella grande distribuzione (ma non solo)? La risposta non è poi così difficile a trovarsi, ma mette a rischio la qualità del condimento che da italiani ogni giorno portiamo in tavola.

Una minore produzione nazionale corrisponde infatti purtroppo all’impossibilità di copertura del fabbisogno nazionale con il solo olio extravergine franto nelle nostre regioni vocate: una problematica risolvibile solamente attraverso una crescita delle importazioni, dall’extravergine prodotto in Spagna e Portogallo a quello di Grecia, Tunisia e Marocco.

E’ questa dunque la scelta obbligata dei grandi marchi italiani per riuscire a soddisfare la domanda interna di prodotto: il 90% delle bottiglie di extravergine esposte sugli scaffali – non considerando i marchi DOP - conterrà miscele di oli extravergine prodotti sia in Europa che al di fuori di essa. Sulle etichette compariranno dunque (si spera) diciture quali “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari”.

Ma accanto al tema della qualità (che resta comunque fino alla fine nelle mani dell’azienda che imbottiglia e distribuisce l’olio, a seconda dei fornitori di pregio o meno da essa prescelti per la creazione del blend), un’altra forte problematica è insita nel prezzo: attualmente un olio extravergine italiano non DOP all’ingrosso viene venduto ad un prezzo medio di € 5,50-6,00/lt, ma questa cifra corrisponde a più del doppio rispetto a quella dell’olio spagnolo importato, che gode di più abbondanti raccolti e maggior forza nel fare economie di scala. Un aspetto che porta al consiglio di diffidare degli oli extravergine venduti in bottiglia a € 2,99 nonostante portino la dicitura di “italiani”.


Fonte: Il fatto alimentare

Scritto da Redazione ProDiGus

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