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Derivata dal processo di recupero di alcuni alimenti, on è cancerogena per l’uomo ed è amica dell’ambiente
La necessità di ridurre l’impatto delle attività umane sull’ambiente ha generato un’intensa attività di ricerca. Università, centri di studio, brand prestigiosi dell’industria cosmetica, alimentare, elettronica hanno avviato una serie di indagini, creando in molti casi degli appositi team di lavoro. Il fine? Scoprire nuovi materiali, nuove formulazioni, ricette e soluzioni sostenibili, commercialmente e dal punto di vista dell’ecosistema.
Fragile come non mai, il pianeta sta attraversando una fase di grandi cambiamenti e l’industria, come le istituzioni non possono più ignorare gli appelli degli scienziati. Nasce, in quest’ottica, una colla utile per i dispositivi elettronici e rispettosa dell’ambiente. Non un prodotto chimico, ma il derivato di un processo di lavorazione di alcuni alimenti, soprattutto frutta e verdura.
Il progetto è della Purdue University ed è stato pubblicato sulla rivista scientifica Advanced Sustainable Systems. Gudrun Schmidt ha coordinato la ricerca, partendo dalla consapevolezza che tutti i prodotti utilizzati nell’elettronica, per incollare parti di oggetti sono derivati del petrolio. Anche le colle che l’industria utilizza normalmente nella realizzazione di altri prodotti di consumo sono ottenute dal cosiddetto oro nero. Tali sostanze adesive sono permanenti e tossiche.
Invece, la materia prima impiegata per la produzione della colla di nuova generazione è ben diversa: la squadra universitaria statunitense ha lavorato attingendo agli orti e ai frutteti. Le noci per esempio potrebbero avere una composizione chimica simile a quella dei molluschi, i quali grazie alle sostanze di cui dispongono riescono ad attaccarsi alle rocce.
“Abbiamo scoperto che alcune combinazioni di proteine, la D e la zeina, contenute nel mais e nei cereali, insieme all’acido tannico, potrebbero reagire insieme per generare adesivi ad alte prestazioni”.
Attualmente le colle utilizzate per tenere unite parti di mobili o elettrodomestici sono a base di formaldeide, quindi potenzialmente cancerogene. Avere a disposizione adesivi a base biologica (la biologia è la scienza del secolo, come qualcuno ha sottolineato) sarebbe una grande conquista, per la salute di tutti e per l’ambiente.
Fonte: ANSA
Scritto da Redazione ProDiGus
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