Tra cibi tradizionali e influenze occidentali, un giorno da trascorrere non sulla neve ma passeggiando tra città e spiagge del Mar Rosso
Per cuochi sempre più sotto pressione, arriva l’iniziativa dell’Associazione italiana Ambasciatori del Gusto e dell’Ordine degli Psicologi
Cuochi e chef lavorano a ritmi serrati, anche e soprattutto durante le festività; come sottolineato più volte, in precedenti articoli, il lavoro di chi sta in cucina è uno dei più stressanti e le statistiche restituiscono un quadro piuttosto allarmante: i cuochi e gli chef che si ammalano di depressione sono davvero tanti.
Questi dati hanno spinto l’Associazione italiana degli Ambasciatori del Gusto a firmare un protocollo d’intesa con l’Ordine degli Psicologi. Obiettivo: monitorare la situazione in cucina. Vale a dire avviare una seria ricerca sullo stress, che riguardi i professionisti del gusto. Proprio coloro i quali contribuiscono a tenere alta la bandiera del cibo made in Italy.
Sarà inoltre possibile per chef e cuochi rivolgersi ad un servizio, una sorta di “sportello psicologico”, per avere sostegno nel momento in cui i livelli di tensione dovessero crescere eccessivamente, minando la loro serenità psico-fisica.
Tutti gli associati potranno usufruire del servizio, non appena sarà attivo. Quanto al monitoraggio che sarà avviato da un gruppo di esperti, costituito da rappresentanti dell’associazione degli Ambasciatori del Gusto e dell’Ordine degli Psicologi, tale attività servirà a valutare tutti gli elementi che entrano in gioco, tra pentole e fornelli, determinando situazioni di difficile gestione, dal punto di vista fisico e psicologico. Al termine del periodo di valutazione, gli esperti stileranno un documento con le relative conclusioni.
Da questo rapporto si partirà per immaginare un piano di informazione indirizzato alla categoria dei cuochi, che possa riuscire a migliorare le loro condizioni di lavoro.
È accertato che lo stress fa malissimo alla salute, non soltanto nell’immediatezza del momento, cioè del periodo in cui lo si subisce, ma anche nel lungo tempo. È ritenuto dai medici un fattore predisponente allo sviluppo di alcune patologie, come la dermatite e l’ipertensione arteriosa. Troppo stress può significare anche problemi alla tiroide, tensioni muscolari, disturbi del ritmo cardiaco e del sonno.
Naturalmente quella dei cuochi non è l’unica categoria professionale interessata dall’ansia e dallo stress. Si tratta purtroppo di una condizione molto comune, dovuta a tanti fattori, in primis lo stile di vita. Allentare il ritmo ogni tanto può far bene alla salute, a prescindere dal lavoro che si svolge.
Fonti sitografiche:
Scritto da Redazione ProDiGus
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