La benzina? Si fa con il tè

Un’azienda di Portland idea un carburante alternativo alla benzina, derivato dal kombucha, una bevanda antica a base di tè fermentato

La benzina? Si fa con il tè

Prendi il Kombucha, una bevanda a base di tè fermentato, abbassane la gradazione alcolica fino alla soglia dell’analcolico e otterrai un nuovo carburante per la tua automobile. In realtà produrne uno alternativo alla tradizionale benzina è il sogno di ogni automobilista, ma richiede molte più operazioni di quelle appena descritte.

Sono per la precisione i sottoprodotti del particolare processo di lavorazione che vede coinvolto il kombucha, a costituire una sostanza fondamentale per i motori, almeno quanto la benzina. Al solo pronunciare il nome del carburante ci vengono in mente gli innumerevoli rincari che lo riguardano, da sempre. Di anno in anno, il prezzo della benzina è salito alle stelle, per via delle oscillazioni del mercato del petrolio.

Il liquido altamente infiammabile e dall’odore pungente, non è solo caro ma è anche sul banco degli imputati, come uno dei principali responsabili dell’inquinamento delle aree urbane. Il mondo dell’automotive ha da tempo messo in commercio vetture alimentate diversamente, mentre in ogni parte del pianeta si tentano ardite sperimentazioni per dare l’addio definitivo al derivato del petrolio.

In questo panorama rientra l’esperimento con il kombucha, avviato da un’azienda di Portland, città dell’Oregon, negli Stati Uniti d’America.

Ma dove nasce la bevanda dal nome esotico, a base di tè? Sembra che i primi a farne uso siano stati i cinesi della dinastia Qin, che erano convinti che avesse effetti positivi sull’apparato digerente. Le attribuivano infatti proprietà digestive e, per una serie di altre ragioni, la etichettarono come “elisir della salute immortale”.

Verso la fine del Medioevo, il kombucha si diffuse anche nell’Europa dell’Est. Il suo nome si deve a quello di un medico coreano, Kombu o Kambu che, quattro secoli dopo Cristo, utilizzò il tè per curare un imperatore giapponese.

Tornando alla benzina alternativa a base di questo tè, pensare di poterla preparare in ambiente domestico, sarebbe da ingenui senza rimedio.

Il procedimento è lungo e richiede l’utilizzo di apposite apparecchiature. L’etanolo residuo ottenuto dalla lavorazione della bevanda alcolica a base di kombucha, viene fermentato con il brodo di mais, quindi distillato per rimuovere i residui solidi e purificato con un setaccio molecolare. Se ne ricava dell’etanolo puro, che tuttavia per alimentare le automobili, deve necessariamente essere combinato con la benzina, ma in una proporzione ragionevole di 9 a 1. Ma nell’attesa che il mercato ci proponga dei carburanti alternativi, beviamoci un bel bicchiere di kombucha!


Fonte: Esquire

Scritto da Redazione ProDiGus

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