Falsi miti sull’alimentazione

Ciò che sappiamo su peso e diete non sempre corrisponde a verità: il Crea pubblica le nuove Linee Guida per una sana alimentazione

Falsi miti sull’alimentazione

Pubblicate dal Crea (Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione) le nuove Linee Guida per una sana alimentazione. Il documento è stato resto noto lo scorso dicembre, pubblicato a distanza di 15 anni dall’ultimo analogo testo. 

È ormai noto a tutti che mangiare in modo sano significa predisporsi ad una condizione di salute e benessere verosimilmente più “longeva”. L’aspirazione a vivere a lungo, quando non diventa un’ossessione, non può restare una speranza, deve essere supportata da specifici comportamenti. Le Linee Guida del Crea concentrano l’attenzione sulle caratteristiche della dieta mediterranea, basata principalmente sul consumo di frutta e verdura e sulla varietà degli alimenti. 

Rispetto alle vecchie raccomandazioni, tre sono quelle che compaiono per la prima volta nel documento. Le parole d’ordine che le tre direttive contengono sono “prevenzione” e “sostenibilità”. 

Il consiglio da seguire, in modo ancora più stringente rispetto agli anni passati, riguarda la frutta e la verdura, da consumare quotidianamente. Le Linee Guida aiutano anche a smascherare false credenze sul peso corporeo. Per esempio, seguire una dieta per perdere peso, nella convinzione che prima o poi lo si riacquisterà è sbagliato. Se si torna alle vecchie abitudini, una volta terminata la dieta, è normale che si tenderà a riprendere peso.

Quel che deve cambiare è la condizione mentale con la quale si prova ad affrontare un problema: l’eccesso di peso, così come il suo contrario, può avere conseguenze serie sulla salute. Fare una dieta, sotto controllo medico, va bene, purchè si decida di acquisire consapevolezza sulle proprie abitudini. Modificare la dieta, lasciando inalterati i comportamenti certamente potrà servire a ben poco. Inoltre, non è vero che l’obesità sia un fatto genetico, è molto più probabile che sia sbagliato lo stile di vita dell’intera famiglia, se più componenti della stessa devono affrontare quel problema.

Quanto ai disturbi alimentari, non si può pensare di gestirli in autonomia: è fondamentale essere aiutati da un esperto. Proseguendo nella lettura delle Linee Guida, le indicazioni del Crea sono chiare, quando si arriva alla voce alimenti voluttuari: si può e si deve fare qualche eccezione, ci si può concedere ogni tanto cibi non esattamente salutari. Ma solo occasionalmente. Infine, rispetto ai più piccoli, occorre educarli sin dai primi anni di vita ad una sana alimentazione.

Che sia equilibrata e completa è necessario, per scongiurare il rischio di malattie metaboliche e altre patologie. L’equilibrio, in definitiva, è la regola che vale per tutti. Si dovrebbe adottare un atteggiamento equilibrato anche nel valutare le informazioni sul cibo, spesso non veritiere. 

Ecco un estratto di tre false credenze molto diffuse, raccolte dagli esperti e raccontate nel primo capitolo del documento. 

  1. Non è vero che l’eccesso di peso derivi da un’ossatura particolarmente pesante o grande. Innanzi tutto, anatomicamente la struttura del tessuto osseo, che all’analisi istologica è un reticolo, è tale da consentire il massimo della robustezza con il minimo del peso e il massimo della flessibilità. Il peso delle ossa, infatti, rappresenta una proporzione abbastanza costante del nostro peso: circa il 15% nei maschi e il 12% nelle femmine.
     
  2. Non è vero che dimagrire sia inutile perché tanto prima o poi si recupera tutto il peso perso. Ignorare o sottovalutare le conseguenze metaboliche dell’eccesso di peso è sbagliato, mentre provare ad affrontare il problema è comunque opportuno e consigliabile. È però vero che per risolvere in maniera permanente il problema è fondamentale cambiare le proprie abitudini alimentari e il proprio stile di vita, anche per evitare di ricadere negli stessi errori commessi in precedenza. È fin troppo ovvio che se al termine di una perdita di peso si ricominciano le abitudini precedenti, si riacquista in breve tempo il peso perso e forse qualcosa di più.
     
  3. Non è vero che siccome l’obesità può essere geneticamente predeterminata non possiamo farci nulla. La genetica gioca sicuramente un ruolo, ma quando osserviamo che nella stessa famiglia i componenti sono tutti in eccesso ponderale è probabile che tutti siano esposti alle medesime cattive abitudini alimentari e di stile di vita.

Fonte: Il fatto alimentare

Scritto da Redazione ProDiGus

Il nostro staff in costante elaborazione e ricerca di informazioni utili e attendibili nel mondo del food&beverage

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi


Altri articoli