Cos'è l'amezaiku?

L'arte di strada giapponese che vede ancora oggi (pochi) artigiani dello zucchero fuso intenti a realizzare spettacolari e dolcissime sculture

Cos'è l'amezaiku?

Uno dei motivi per cui il Giappone gode di un fascino particolare è il mix di influenze diverse da cui discende la sua cultura e il connubio fra le antiche tradizioni e la modernità, che si proietta rapidamente verso il futuro. Qui la cerimonia del tè, le geishe e i samurai si affiancano ai grattacieli e l’alta tecnologia . L’amezaiku è un esempio di quanto i giapponesi siano legati al passato e come a dispetto dei tempi cerchino di conservare e tramandare una forma d’arte antica.

Si tratta di un’arte di strada che consiste nel creare in pochissimo tempo delle sculture originali con lo sciroppo di zucchero, usando con abilità non sono le mani ,ma soprattutto delle apposite forbici, pennelli, pinzette e fiamma ossidrica .L’amezaiku nacque in Cina e fu introdotta in Giappone durante il periodo Heian ( tra il 794 e il 1185); le sculture di zucchero erano allora offerte agli dei nei templi della città di Kyoto.

La maggiore diffusione di questa antica pratica si ebbe nel periodo Edo ( tra il 1603 e il 1868); prima di allora  il suo nome era “Ame no tori” che si traduce in “uccelli di caramella” perché gli animali riprodotti erano soprattutto uccelli .Quando dopo la metà del periodo Edo aumentò la produzione di ferro, si realizzarono forbici più adatte a realizzare queste sculture di zucchero, e prese piede il termine “amezaiku” che è composto da “ame” che vuol dire caramella e “zaiku” che vuol dire artigianato o arte.

Gli artigiani dello zucchero fin dalle origini di questa arte non avevano una bottega ma si esibivano in strada; una pallina di pasta di zucchero si attaccava sulla punta di una canna e si soffiava nella canna come fanno oggi i soffiatori di vetro, così che la pasta si gonfiasse e potesse essere lavorata per prendere le sembianze di uccelli e altri animali.

Per ottenere le sculture di zucchero occorre anzitutto lo sciroppo di zucchero fuso, che è fatto con amido di mais, sciroppo di riso e zucchero. Scaldato lo sciroppo ad alta temperatura , l’artigiano conosce il momento giusto per poter modellare la pasta dolce che raffreddandosi tende a indurirsi in fretta..Il successo dell’amezaiku è durato fin dopo il secondo conflitto mondiale, ma essendo un’arte di strada i problemi igienici dovuti alla manipolazione dello zucchero hanno causato - a partire dagli anni ’70 ad oggi - una sua progressiva scomparsa.  

Attualmente tra i veri artisti rimasti alcuni hanno raggiunto fama mondiale con le loro splendide creazioni; ci sono comunque tanti altri bravi artigiani che mantengono viva la tradizione adeguando le sculture all'epoca corrente (sempre più influenzata dalla globalizzazione).. Durante i festival giapponesi, le bancarelle incantano ancora gli spettatori realizzando in pochi minuti e su richiesta diversi tipi di animali ma anche fiori nonché personaggi dei fumetti o dei cartoni animati, o ancora riconducibili al folklore e alla cultura popolare giapponese, adattandosi ai tempi moderni per attrarre i bambini delle nuove generazioni..

L’amezaiku oggi è certamente un’attrazione per i turisti oltre che un nostalgico ricordo dei locali; queste piccole opere d’arte si possono mangiare o conservare ed esporre  in un luogo asciutto e lontano dalla luce diretta, evitando di toccarle e pulendole con spazzole morbide o aria compressa.  

Photo via Wikimedia Commons / Canva

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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