Bigger than the plate

Il futuro del cibo in mostra a Londra, fino al 20 ottobre presso il Victoria & Albert Museum: un appuntamento da non perdere!

Bigger than the plate

Si moltiplicano le iniziative che fanno del cibo un veicolo importante per messaggi di tipo sociale, eventi che instillano in chi vi partecipa interrogativi importanti sul futuro delle nostre abitudini alimentari. Food: bigger than the plate è una di queste iniziative, una mostra che è possibile visitare fino al 20 ottobre, presso il Victoria & Albert Museum di Londra.

Se avete programmato una visita nella città del Tower Bridge nel periodo delle ferie estive, fare un salto presso il famoso centro espositivo, può essere una buona idea. Soprattutto se siete alla ricerca di chiavi interpretative rispetto ad una società in continua evoluzione.

Sono oltre 70 i progetti creativi in mostra, che vedono collaborazioni tra artisti e designer a contatto con chef, agricoltori e scienziati. Quattro le sezioni tematiche in cui l’esposizione è articolata: Compost; Farming; Trading e Eating.

L’obiettivo dell’evento è l’esplorazione di tutto il ciclo di crescita, produzione e consumo quotidianamente alimentato.

Una mostra multimediale ricca di fotografie, installazioni interattive, documentari e studi dove innovazione e tecnologia giocano un ruolo fondamentale. Capita, aggirandosi per gli spazi del Victoria & Albert Museum dedicati all’iniziativa Food: bigger than the plate, di imbattersi nelle creazioni di artisti che hanno utilizzato gli scarti del cibo, i gusci di mais, per esempio, per dare vita a nuovi materiali architettonici. I fondi del caffè diventano la base per la coltivazione di funghi commestibili e la tecnologia viene utilizzata per garantire lo sviluppo in ambiente non propriamente agricolo, dei semi delle piante.

A questo proposito, i microgreens sono un ottimo esempio di agricoltura alternativa. Coltivazioni verticali che sfruttano le lampade led per la maturazione dei semi. Le piante germogliate vengono commercializzate con il substrato, ovvero il terriccio nel quale si sono sviluppate. Grazie a questo, arrivano a tavola freschissime. I microgreens sono un prodotto già molto diffuso nei paesi del nord Europa e anche in Italia, dove al momento sono ambitissimi dagli chef gourmet e richiesti da quei locali che propongono una cucina alternativa e sostenibile.

Tornando alla mostra londinese, tra gli oggetti cui avvicinarsi con curiosità anche la bolla Ooho, acqua contenuta in un imballaggio completamente commestibile, perché fatto di estratti di alghe. Un progetto di un gruppo di giovani spagnoli, che ha trovato realizzazione qualche anno fa. Un’idea che indica la strada da seguire per arrivare a progettare packaging ad impatto zero sull’ambiente.

Tutti i visitatori sono invitati ad esprimersi sul futuro del cibo. Come cantava Gaber, la libertà è partecipazione.


Fonte: Living - Corriere della Sera

Scritto da Redazione ProDiGus

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