Miraggi alimentari

Un libro di Marcello Ticca contro bugie e retoriche su cosa e come mangiamo

Miraggi alimentari

Marcello Ticca, Miraggi alimentari, 99 idee sbagliate su cosa e come mangiamo, 235 Pagg, , Edizioni Laterza 2018

Premio Bancarella della Cucina 2018

L'etimologia della parola dieta, dal greco δίαιτα,  indica le  abitudini alimentari o, meglio, lo stile di vita complessivo.

Oggi invece il concetto si riferisce alle restrizioni alimentari, in omaggio ad un canone estetico storicamente determinato.  Pensiamo che le continue e mutevoli mode dietetiche siano nocive alla salute fisica e, soprattutto, a quella mentale perché contribuiscono a proiettare il cibo in una prospettiva ossessiva e  creano un accanimento medicale che impedisce la crescita di un atteggiamento equilibrato rispetto alla nostra alimentazione da tutti i punti di vista: benessere, piacere, bellezza, ambiente, equità, cultura.

Le prescrizioni dietetiche più strampalate si fondano su generalizzazioni che non tengono conto delle tante variabili che riguardano ogni individuo e dei bisogni alimentari legati all'età, alla costituzione fisica , alle possibili patologie, ai diversi stili di vita, ai diversi contesti climatici e culturali. Soprattutto eliminano le funzioni simboliche, culturali ed affettive del cibo.

Oggi come mai, grazie alla pervasività e alla auto-legittimizzazione dei social media, queste regole prive di fondamenti scientifici entrano nel modo comune di pensare l'alimentazione e contribuiscono a costruire pseudo-verità. Grullagini ispirate a concezioni antiquate che non conoscono le più recenti acquisizioni della scienza della nutrizione, ma si basano su di un mix di vecchie pratiche e di pseudo concezioni parafilosofiche.

Marcello Ticca, medico e specialista in scienze dell'alimentazione, vicepresidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione e socio della Società Italiana di Nutrizione Umana,  non vuole in questo volume accodarsi al coro dei tanti dietologi, ma compie un'analisi rigorosa e puntuale delle Idee sbagliate. Un lavoro dunque che troviamo molto in sintonia con le finalità generale e gli obiettivi di Buoni da Leggere che, soprattutto, vuole combattere le bugie, le pseudo verità, le retoriche del cibo. Una lettura che aiuta a ricollocare il nostro comportamento alimentare, aiutando il lettore a demolire i luoghi comuni che troppo spesso soffocano il piacere del gusto e della conoscenza.

Il repertorio delle 99 idee sbagliate, come recita il sottotitolo, realizza la decostruzione dei luoghi comuni e delle falsità, con argomentazioni chiare e sostenute da dati di fatto e ragionamenti scientifici. Un argomentare che non vuole imporre ulteriori verità, ma  porta a ragionare e a fare chiarezza in merito a convinzioni che abbiamo acquisito nel tempo e che sono fallacemente entrate a far parte del nostro senso comune. Vi racconto un aneddoto personale: un mio amico di buona cultura, aggiornato ed intelligente, di professione giornalista. legge che nei pomodori, soprattutto nella buccia, ci sono i licopeni, una sostanza antitumorale. Passa qualche giorno e, leggendo un altro articolo, scopre che una tartina di concentrato di pomodoro al giorno leva il tumore di torno!

Altro tema generale che questo efficace libro solleva é la disinformazione quotidiana a cui siamo sottoposti, perché mancano professionisti competenti ma si agitano, nel circuito della fiera delle vanità dell'edonismo enogastronomico, promoter di convegni, di eventi, influencer, food & wine manager. il testo è organizzato in 10 capitoli da Colazione a Frutti miracolosi, passando per Pranzo e Cena, Crudo e Cotto,Sportivi e Salutisti Cibo e Salute. In ogni caso lo svelamento che ci aiuta a fare la lettura contribuisce a migliorare non solo la conoscenza ma anche la nostra relazione con l'alimentazione.

Vi invito a fare un piccolo esercizio cognitivo: provate a mettere accanto ad alcuni dei paragrafi del libro una vostra risposta vero/falso. Vi meraviglierete di quanto anche voi siate influenzati dalle false conoscenze. Quindi l'autore fa un lavoro fondamentale di azzerare le pseudo verità e di indicare un percorso di conoscenza basato sul  senso dell'equilibrio, della sensibilità e conoscenza del nostro bisogno fisico e psichico di cibo.

A Palazzo Pitti a Firenze c'è un quadro del Tintoretto con  il ritratto di Alvise Cornaro. Un nobile veneziano vissuto tra il 1484 e il 1566 (ma sembra che per vanità si allungasse gli anni!) che scrisse  il trattatello " Come vivere cent'anni. Discorso sulla vita sobria" che, ancor oggi, dopo tanti secoli, ci illumina e fa scuola. E poi, diciamocelo, che senso ha vivere da malati per morire sani ?!

Scritto da Sergio Bonetti

Ha insegnato all'Università, si è occupato di piccole imprese e, negli ultimi anni, soprattutto di quelle del  settore enogastronomico, per le quali ha promosso eventi legati alla cultura del territorio. Le sue grandi passioni sono i libri, il cibo, il vino…e le serie tv.  

Ama viaggiare e per lui ogni tappa diventa occasione per visitare i mercati alimentari e scoprire nuovi prodotti, tecniche e tradizioni.

E’ inoltre appassionato di ricerca e dello studio di testi in ambito culinario, per contrastarne la spettacolarizzazione e i luoghi comuni.

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