Il 7 dicembre presso il Centro Agroalimentare di Roma, chef Fabio Campoli presenterà le migliori ricette con uno speciale cooking show
Un indimenticabile percorso tra focaccia al formaggio, pansotti alla crema di noci e mandilli al pesto che incontrano i salumi piacentini
Il Golfo Paradiso è situato nella parte orientale del golfo di Genova, nel mar Ligure. Questo piccolo golfo è stretto tra Genova ed il promontorio di Portofino, ed è costituito da sette comuni, di cui cinque sul mare: Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco, Camogli, e due senza sbocco sul golfo: Avegno e Uscio.
Il cuore di questo comprensorio del Ponente genovese è Recco, che vi accoglierà con la bellezza del suo mare ed il profumo della sua Focaccia IGP, ma non potrà mostrarvi grandi vestigia storiche o artistiche, perché fu a lungo bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, riportando la distruzione di quasi il 90% dell'abitato. Non aspettatevi quindi, purtroppo, molti monumenti antichi da visitare, ad eccezione del piccolo Santuario di Nostra Signora del Suffragio, edificato nel Seicento ed al cui interno scoprirete alcune bellissime, gigantesche croci da processione.
Il vero vanto del Borgo di Recco non sono dunque i monumenti, ma una cucina ricca di specialità sia dolci che salate, tanto da essere spesso definita la "Capitale gastronomica della Liguria". La Focaccia di Recco al Formaggio IGP, è la vera perla gastronomica di questo territorio. L’origine di questa bontà assoluta si perde nel passato. Secondo la tradizione locale, gli abitanti di Recco in fuga dai saraceni cercavano di sfamarsi con quello che avevano. La leggenda racconta che fu così che con olio, formaggetta e farina, cuocendo la pasta ripiena di formaggio su una pietra d’ardesia coperta, nacque la focaccia che si è tramandata sino ai nostri tempi.
Nella realtà per realizzare la Focaccia di Recco al formaggio IGP, si seguono linee produttive e caratteristiche imprescindibili. L'impasto essere molto sottile e croccante, e la focaccia va consumata preferibilmente calda, appena sfornata. Secondo la ricetta originale, la Focaccia di Recco al formaggio IGP, si compone di due strati sottilissimi di pasta a base di farina e olio di oliva, rigorosamente senza lievito, farciti internamente con sola crescenza prodotta esclusivamente per i membri del Consorzio, che ha ormai quasi totalmente surrogato le originarie formaggette locali.
La Focaccia viene cotta per massimo 7 minuti all'interno di speciali forni che permettono un calore diversificato al proprio interno e variabile fra i 270 ed i 320 gradi. Grazie al calore più concentrato in basso e meno concentrato nella parte alta, il formaggio fuso, all'interno della focaccia, rimane così molto liquido e a volte può fuoriuscire da fessure che con la cottura si vengono a creare nel sottile strato superiore di pasta, meno croccante rispetto al lato inferiore.
Dall'estate del 2011 la Focaccia di Recco con il formaggio si fregia del marchio IGP e, a partire dal 2015, è un prodotto tutelato anche a livello europeo. Cuore operativo di questo prodotto di qualità unica, è proprio il Consorzio della Focaccia di Recco con il formaggio IGP, composto da 19 aziende operative nei soli 4 comuni che compongono il territorio della certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta): Recco, Camogli, Sori ed Avegno.
Inoltre, la Focaccia di Recco al Formaggio può essere felicemente abbinata ai salumi provenienti dalla confinante provincia di Piacenza. In questo caso, se seguite il nostro goloso consiglio, potrete abbinare la vostra Focaccia IGP ad alcune preziose realtà gastronomiche Dop, realizzate a meno di un centinaio di chilometri di distanza: la Coppa Piacentina Dop, la Pancetta Piacentina Dop ed il Salame Piacentino DOP.
Anche in questo caso parliamo di prodotti realizzati secondo regole e disciplinari di produzione precisi e controllati, su cui vigila il Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini.
E dopo aver degustato la Focaccia di Recco IGP, abbinata ai salumi piacentini Dop, potrete brindare con il Pigato bianco, uno dei vini iconici della Liguria. Il Pigato giunse qui dalla Grecia nel Medioevo, da una delle colonie genovesi nell'Egeo. Nel 1830 fu impiantato ad Ortovero (SV) il primo vitigno, che pian piano fu impiantato anche in altre zone della Liguria.
Il vitigno del Pigato è considerato una varietà di Vermentino e produce un vino bianco dal colore giallo paglierino e con una intensa profumazione di macchia mediterranea, va servito fresco e consumato giovane, entro 3 anni dalla vendemmia. Tra un bagno e l’altro nel bellissimo mare di Recco, quest’anno anche Bandiera Blu, potrete ampliare le vostre tentazioni golose, lasciandovi conquistare anche dai pansotti, una tipica pasta fresca ripiena locale farcita alle erbe e servita con crema alle noci, o ancora dai mandilli realizzati a mano, e secondo la tipica ricetta locale serviti al pesto.
Photos by Lamberto Funghi / Canva
Scritto da Lamberto Funghi
Mi occupo di eventi e progetti di valorizzazione del territorio, attraverso iniziative artistiche, enogastronomiche e culturali in spazi non convenzionali. Collaboro con giornali, riviste e radio italiane ed organizzo visite ed incontri dedicati alla valorizzazione del territorio. Dal 2017 ho dato vita alla testata di turismo culturale, enogastronomico ed esperienziale Giroviaggiando (www.giroviaggiandoblog.com). Nell’ambito della stessa, una specifica area, Girogustando, si occupa itinerari enogastronomici.























































































































































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