Le lenticchie della Tuscia

Una specialità firmata Perle della Tuscia, l’azienda che ha rivalorizzato le tradizioni del territorio viterbese con i suoi legumi di alta qualità

Le lenticchie della Tuscia

Simboleggiano l’auspicio di prosperità e ricchezza tra i più salutari e gustosi ad essere serviti in tavola da millenni: basta questa frase per comprendere quanto le lenticchie siano stati legumi tanto importanti nella storia dell’uomo, ancora oggi molto amati sulle tavole di tutto il mondo, rivalutati innegabilmente anche dal diffondersi di stili di vita alimentari più sani, dalla cucina vegetariana a quella vegana e non solo.

In questo articolo vogliamo parlarvi proprio di loro, ed in particolare delle lenticchie della Tuscia, che vengono prodotte nel territorio viterbese dall’azienda Perle Della Tuscia, realtà che da sempre si distingue per il recupero delle biodiversità e la produzione di legumi, cereali e tuberi di alta qualità, 100% italiana.

Diverse testimonianze archeologiche hanno dimostrato che la lenticchia è il legume tra i più antichi del mondo: veniva consumata già tra il 13.000 e l'11.000 a.C., e perfino il libro della Genesi la cita nel famoso episodio di Esaù che rinuncia alla sua eredità per un piatto di lenticchie. La lenticchia rappresenta una delle prime specie domesticate utilizzata per i suoi semi commestibili, ricchi di proteine e di ferro; Il colore dei semi varia secondo le varietà di questa leguminosa, e va da pallido (verde chiaro, biondo, rosa) a più scuro (verde scuro, marroncino, bruno, violaceo scuro),

Svariate sono le cultivar di Lens culinaria in tutto il mondo e in Europa, ma solo alcune aziende hanno scelto di puntare tutto sul recupero di varietà locali più antiche: è l’esempio delle lenticchie della Tuscia, denominazione creata appositamente dall’azienda Perle Della Tuscia per trasmettere tutta l’autenticità del suo prodotto ottenuto rigorosamente in una determinata porzione del territorio incluso nella provincia di Viterbo, dove trovarono terreno fertile già gli antichi Etruschi. Un’area ideale anche da visitare, con i suoi piccoli borghi, le verdeggianti colline e una natura incontaminata che fanno da cornice a tradizioni rimaste immutate nel tempo, dove non avrebbe potuto che protrarsi egregiamente, ancora oggi, l’ottenimento del meglio della produzione agricola.

Le lenticchie della Tuscia si distinguono per essere particolarmente piccole (fattore che ne velocizza la cottura e non rende necessario l’ammollo, ma solo un risciacquo prolungato in acqua fredda prima della cottura), ben compatte e di colore marroncino, con qualche sfumatura tendente al verde. Solo assaggiandole si comprende quanto rappresentino la massima espressione del buono delle terre dell’alto Lazio: morbide, dolci e dalla buccia fine, le lenticchie della Tuscia si mostrano davvero versatili in cucina, buone da gustare anche fredde in insalata oltre che nei più classici piatti caldi.

Val la pena citare anche le lenticchie di Onano, un altro prodotto che l’azienda Perle Della Tuscia ha scelto di tutelare e produrre per il consumatore più consapevole, attento e buongustaio: benché nelle dimensioni e nel colore appaiano simili a quelle della Tuscia, si tratta di una varietà differente, dalla pasta di consistenza più cremosa e la buccia di consistenza ancor più fine, e aromi che riportano al ricordo del fieno e della camomilla. Le lenticchie di Onano (comune in provincia di Viterbo) possiedono un passato ben documentato, che le vede citate numerose volte all’interno di vari documenti e statuti sin dall’epoca rinascimentale; ma alla fine degli anni Sessanta questa cultivar ha rischiato di scomparire, ed è proprio per questo che le aziende che ancora si dedicano alla sua produzione limitata, come Perle Della Tuscia, vanno premiate raccontandole, invitando alla degustazione dei loro pregiati prodotti e onorandone il lavoro servendoli in tavola nelle proprie ricette preferite. L’area di coltivazione della lenticchia di Onano, sulle colline intorno al Lago di Bolsena, è limitata alla sola zona dei territori dei comuni di Onano, Grotte di Castro, Latera, San Lorenzo Nuovo e Valentano, e la parte sud del fiume Paglia del comune di Acquapendente.

Non vi resta che provare le lenticchie della Tuscia e quelle di Onano di Perle della Tuscia, scegliere la vostra preferita e assaggiarla nelle vostre ricette preferite! Oppure, potrete dare un’occhiata ai suggerimenti di Fabio Campoli attraverso le sue ricette originali dedicate alle lenticchie! Di seguito la nostra selezione per voi. Buone lenticchie a tutti!

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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