Con un brano dello scrittore Erri De Luca vi auguriamo un San Silvestro all’insegna di ottimi brindisi di buon augurio per tutti!
L'elogio della farina di Ludovico Antonio Muratori è un tributo alle golosità emiliane che contemplano questo prezioso ingrediente di base
Elogio della farina
in relazione alle vivande
con essa preparate.
Perché spalanchi gli occhi, o Musa?
Perché protendi il collo?
Stai forse ammirando i maccheroni cosparsi di formaggio?
Son figli della farina, questi.
Oh, le innumerevoli vivande fatte di farina!
Essa
alle cucine tanti servigi arreca.
L’ammirano
piattini, pignatte, padelle, mense, e degli uomini le bocche,
che senza questa vivere non possono.
Contemplo il quotidiano bisogno del pane,
della cui bontà la gola degli uomini non resta mai sazia.
Di torte, tortelli, tortellini
la sfoglia
è ancor niente.
Domandatelo ai fornai, che tanto le sono amici,
ed essi
gnocchi, tortiglioni, crescenti e crescentine
vi mostreranno.
Ridono i cuochi, mentre di farina numerose apprestano vivande,
e la tavola stessa
ora guarda stupefatta lasagne, ora tagliatelle,
ora ammira i lunghetti, ora gnocchetti, ora grattini.
Quanti sono, poi, i piatti di vermicelli!
Talora sono grossi, talvolta si fanno sottilissimi.
Ogni qual volta sfrigola la padella,
altrettante volte pure se ne estraggono rosolate frittelle.
Nella farina riconoscono la propria madre pasticci, e spongate,
e zuccherini e offelle, e sfogliate
dalla farina
traggono ghiotta origine.
Che dire, poi, dei contadini,
i quali
o che mescolino farina nei sughi di mosto,
o che nei “suoli” facciano ben unti borlenghi,
della sola utilità della farina
fanno uso.
O amata e riverita farina!
Tu che
nei marchingegni delle cucine tante volte sei adoperata,
e che
in tante vivande trasformata
alle nostre bocche svariato, saporito e gustoso
cibo somministri.
Ludovico Antonio Muratori



















































































































































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