L’allarme dei maggiori produttori mondiali
Un capolavoro impressionista tra luce, amicizia e piaceri della tavola sulla Senna, oggi alla Phillips Collection di Washington
La colazione dei canottieri - Pierre-Auguste Renoir (1880–1881)
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Dipinto tra il 1880 e il 1881, La colazione dei canottieri è uno dei manifesti più vibranti dell’Impressionismo maturo. Oggi si può ammirare alla The Phillips Collection di Washington, museo che ne custodisce la luce dorata e la gioia conviviale. La scena è ambientata sulla terrazza della Maison Fournaise, a Chatou, lungo la Senna: un luogo dove sport, amicizia e piaceri della tavola si intrecciano in un unico, armonioso racconto.
Renoir orchestra quattordici figure – amici, modelle, collezionisti – colte nel momento sospeso che segue il pranzo. Non c’è posa accademica: tutto vibra di naturalezza. I cappelli di paglia schermano il sole, i corpetti chiari riflettono i bagliori sull’acqua, mentre la tovaglia bianca diventa il palcoscenico gastronomico su cui si consuma il rito borghese del déjeuner en plein air. Dal punto di vista alimentare, il dipinto è una piccola enciclopedia del gusto francese di fine Ottocento. In primo piano brillano bottiglie di vino – probabilmente Beaujolais o Borgogna leggeri – e calici ancora colmi. Accanto, caraffe, bicchieri scompagnati, piatti con resti di frutta estiva: pesche vellutate e grappoli d’uva che catturano la luce con pennellate rapide e succose. Non è la natura morta silenziosa della tradizione fiamminga: qui il cibo è vivo, toccato, condiviso, già in parte consumato. È la traccia concreta di una socialità moderna.
La cucina evocata è quella semplice e raffinata delle guinguettes lungo la Senna: fritti di fiume, pollame freddo, formaggi molli, pane croccante. Renoir non indugia nel dettaglio descrittivo, ma suggerisce consistenze e sapori attraverso il colore: i rossi caldi del vino, i gialli dorati della frutta, il bianco lattiginoso della tovaglia. La materia pittorica diventa materia edibile. In quest’opera il cibo non è allegoria morale né simbolo di vanitas: è piacere condiviso, celebrazione della modernità e dell’amicizia. L’arte si fa convivio, e il convivio diventa arte. Renoir trasforma un pranzo tra canottieri in un’ode alla leggerezza dell’esistenza, dove il gusto – estetico e gastronomico – coincide con la felicità di stare insieme.
Photo via Wikipedia
Scritto da Redazione ProDiGus
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