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Scienza e pratica per impasti più soffici grazie alla diffusione della tecnica di pre-gelatinizzazione dell’amido
Nel lessico della panificazione moderna compaiono sempre più spesso i termini Tang Zhong e water roux. Sono la stessa cosa? La risposta breve è: sì, dal punto di vista tecnico indicano lo stesso principio; no, dal punto di vista culturale e applicativo presentano alcune sfumature interessanti. Vediamo perché.
Il Tang Zhong nasce nella panificazione asiatica, in particolare giapponese e taiwanese, ed è una tecnica che prevede la gelatinizzazione preventiva di una parte dell’amido della farina. Si ottiene cuocendo una miscela di farina e acqua (o latte) fino a circa 65 °C, temperatura alla quale i granuli di amido assorbono acqua, si gonfiano e formano una massa viscosa e stabile. Il termine water roux è semplicemente la traduzione/interpretazione occidentale dello stesso concetto: “roux d’acqua”, in analogia al roux classico burro-farina della cucina francese.
Dal punto di vista pratico, quindi, Tang Zhong e water roux sono tecnicamente equivalenti: entrambi si basano sulla gelatinizzazione dell’amido. La differenza sta soprattutto nel contesto d’uso e nella formulazione. Nella tradizione asiatica il Tang Zhong è spesso standardizzato (rapporto 1:5 tra farina e liquido) ed è parte integrante della ricetta. In ambito occidentale, il water roux è talvolta adattato in modo più flessibile, scegliendo farine diverse o variando il liquido per modulare il risultato finale.
Ma quali effetti genera questa tecnica sugli impasti? Dal punto di vista tecnologico, l’amido gelatinizzato ha una capacità di legare acqua molto superiore rispetto all’amido crudo. Questo comporta diversi vantaggi:
- maggiore idratazione complessiva dell’impasto senza perdita di lavorabilità;
- mollica più soffice, elastica e fine;
- rallentamento della retrogradazione dell’amido, quindi maggiore shelf life e ritardo del raffermamento;
- miglior percezione di umidità e freschezza nel prodotto finito.
Per queste ragioni Tang Zhong e water roux trovano applicazione ideale in panificati morbidi e arricchiti: pan brioche, pane al latte, shokupan, panini da hamburger, rolls dolci e impasti per viennoiserie da colazione. Sono invece meno indicati per pani rustici o ad alta croccantezza, dove la struttura asciutta e la rapida perdita di umidità fanno parte del profilo desiderato. Un esempio perfetto di come la conoscenza dei processi trasformi una ricetta in un progetto di panificazione consapevole.
Photo via Canva
Scritto da Redazione ProDiGus
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