Secondo l’Oms, gli zuccheri naturalmente contenuti in succhi e frullati sarebbero dannosi quanto quelli che vengono aggiunti
Sono sempre più in voga i regimi alimentari molto restrittivi: le criticità crescono soprattutto nel caso delle donne in gravidanza
L’Eurispes rivela che il 7% degli italiani segue una dieta che prevede molte restrizioni: il 5,4% di loro è vegetariano, mentre l’1,9% è vegano. Dati che acquisiscono una rilevanza ancora maggiore se si considerano anche i regimi alimentari dei figli di coppie vegane o vegetariane. I medici lanciano un SOS: le criticità cui queste persone vanno incontro potrebbero essere tante, anche gravi.
Argomenti, questi, che non intendono mettere in discussione la libertà di ogni singolo individuo di nutrirsi come meglio crede, rispettando principi etici. Il problema sorge quando ci si affida a diete fai da te, trascurando di informarsi su quelli che sono i bisogni dell’organismo umano. Immaginando, quindi, di poter scegliere un’alimentazione alternativa a quella cosiddetta tradizionale, senza troppe cautele e senza il parere di un professionista. Pensando, atteggiamento ancora più pericoloso, di poter estendere gli stessi comportamenti alimentari a neonati e bambini.
La regola d’oro è sempre la stessa: farsi seguire da un medico, da un centro di dietologia e nutrizione e appellarsi al pediatra, quando si aspetta un bambino. In gravidanza è fondamentale avere il supporto di un medico, per evitare errori che possono costare molto cari, prima al feto e poi al neonato.
Come sottolinea Andrea Vania, professore di Pediatria al Policlinico Umberto I di Roma, “i due micronutrienti più critici, per quanto riguarda le donne in gravidanza, sono il dha degli omega3 e la vitamina B12”. Tutti noi ne abbiamo bisogno e questi due elementi si trovano nel mondo animale. L’assenza o la carenza di entrambi o di uno solo dei due può comportare, tra le altre cose, danni cerebrali nel feto e poi nel neonato.
Altro elemento che non può mancare è il ferro. Deve essere assunto in proporzioni sufficienti; se non si mangia carne, né proteine di derivazione animale, i prodotti sostitutivi potrebbero non bastare. Soprattutto se i sostituti della carne non sono accuratamente vagliati e scelti, in base alle esigenze di ogni singola persona. In questo senso, solo un medico è in grado di accompagnare chi abbia deciso di seguire un certo tipo di alimentazione, lungo il percorso della gravidanza.
Il danno neurologico, che può essere conseguenza di un regime alimentare poco congruo, della futura mamma, è un danno a lungo termine e sul quale non c’è più alcuna possibilità di intervento. Con il cibo non si scherza, occorre essere responsabili, soprattutto per onorare la scelta etica fatta. Bisogna esserlo anche verso sé stessi e occorre usare la stessa etica, la stessa responsabilità ancor più quando si è in dolce attesa. Nel rispetto della vita di tutti, umani e animali.
Fonte: La Repubblica
Scritto da Redazione ProDiGus
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