La torta dei Re

E’ il simbolo internazionale dell’Epifania: un dolce dedicato ai Re Magi che assume forme, colori e ingredienti differenti in tutto il mondo

La torta dei Re

 “Gesù nacque a Betlemme, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da Oriente e domandavano: - Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo" (Vangelo secondo Matteo, 2,1 – 12)

E’ proprio alla visita di Melchiorre, Baldassarre e Gaspare presso la grotta divina che è dedicata la festività dell’Epifania: un’occasione che porta in tavola tante altre prelibatezze che dimostrano che il tempo di Natale non è ancora finito! Quest’anno vogliamo raccontarvela attraverso un po' di storia e notizie sulla famosa torta dei Re, che non solo si prepara tradizionalmente per celebrare questo giorno, ma è anche uno “strano caso” di pasticceria internazionale che identifica con il medesimo nome una preparazione che assume forme, colori e ingredienti differenti a seconda del paese in cui ci si trova. 

Infatti, pur trattandosi di una preparazione di origine francese (la torta dei Re è conosciuta anche sotto il nome di Galette des Rois), l’Europa e il mondo intero l’hanno ereditata come dolce simbolo dell’ultima festività della “Pasqua di luce” di inizio anno. La versione francese si fa forza dell’accattivante aspetto dorato della torta dei Re, preparandola da tradizione con pasta sfoglia all’interno della quale è racchiusa una elegante crema frangipane a base di mandorle; ma tanti paesi hanno riadattato la ricetta originale con varianti ed ingredienti locali, e reso in alcuni casi questo capolavoro di pasticceria simbolo anche del Carnevale e delle altre festività pre-quaresimali.  

E’ il caso ad esempio del roscón de Reyes tanto amato in Spagna ed America Latina, o del similare bolo rei portoghese: anche queste sono vere e proprie torte dei Re! In realtà, visti i paesi di nascita, si tratta di ricette quasi gemelle. La differenza tra i due sta nel fatto che il bolo rei portoghese è arricchito con uvetta, frutta secca e vino Porto nell’impasto, mentre il roscón de reyes è aromatizzato semplicemente con acqua di fiori d’arancio, e spesso viene anche tagliato a metà e farcito con panna montata per essere servito. Si tratta comunque in entrambi i casi di pani dolci lievitati e cotti in stampi rotondi o a ciambella, poi decorati in superficie con tanti colori, dalla bianca glassa di zucchero fino a canditi e confettini di zucchero. 

In Germania e in altri paesi di lingua tedesca, la torta dei Re diventa la Dreikönigskuchen, una soffice brioche al latte decorata con zucchero in superficie. In Scozia, la torta dei Re ispirò la nascita del Black Bun ai tempi del ritorno in patria della regina Maria Stuarda dalla Francia: rappresenta un goloso “dolce in cassetta” di pasta frolla, di forma rettangolare, farcito con un mix di frutta, spezie, uvetta e agrumi. E ancora, negli Stati Uniti si trasforma nella King Cake: una ricetta che sembra essere nata a New Orleans in occasione del Carnevale (in America i festeggiamenti dell’Epifania si protraggono fino al Martedì grasso), e che consiste ancora in un impasto lievitato morbido e dolce arricchito con noci, e decorato in superficie con glasse di zucchero dei più svariati colori. 

In origine (e lo racconta anche il nome di “galette”) la torta dei Re era rappresentata da un impasto dolce e secco molto semplice, di forma simile alla baguette e guarnita con zucchero in superficie; dopo tanti secoli, le versioni si sono moltiplicate. E c’è ancora una particolarità: questa torta nasce per contenere al suo interno una piccola statuina o un confetto (chiamati in francese fève). La persona che li ritroverà nella sua fetta avrà diritto a specifici privilegi o gli verranno assegnati dei doveri per l’anno appena giunto. 

E per concludere, anche l’Italia ha le sue torte dei Re: tra le più famose c’è la pinza veneta, arricchita con farina di mais, e la fugassa d’la befana piemontese. Le avete mai preparate o assaggiate? Attendiamo i vostri racconti ed esperienze nei commenti!

Scritto da Redazione ProDiGus

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