Cuoche ribelli

La cucina impudica, La cuoca di Buenaventura Durruti, La cuoca rossa

Cuoche ribelli

Cuoche Ribelli - La cucina impudica,  La cuoca di Buenaventura Durruti, La Cuoca rossa, Euro 20, DeriveApprodi 2013.

La scelta di recensire questo volume, che pur da tempo ospitavo nella mia biblioteca, mi è stata suggerita dall'intervento di Sara Albano “Cucina al Femminile: evoluzione e ruolo delle donne nell'epoca moderna della cucina italiana”, durante l'evento Incontri d'Autore - Fare rete con gusto, tenutosi a Roma il 24 Febbraio scorso. E' un tema di grande interesse, perché non si può negare che, nell’implicita contrapposizione tra la cucina di famiglia e professionale, siano gli uomini a prevalere per livello dei ruoli. 

Fuori da ogni inutile e banale rivendicazione politico-sociale, questo volume permette di dare un contributo creativo ed originale al tema, attraverso tre storie di donne esemplari, in un intreccio tra realtà storica e finzione non completamente svelato.

In un unico volume sono raccolti tre diari anonimi, già apparsi separatamente per lo stesso editore, redatti a Parigi tra gli anni '20 e '30 del secolo scorso. Sono stati scritti da tre donne molto diverse tra di loro: la cocotte parigina, la combattente nella guerra civile spagnola e l’ intellettuale del Bauhaus impegnata nel movimento spartachista della Repubblica di Weimar. Tre città a fare da sfondo Parigi, Barcellona e Weimar; tre momenti topici della storia politica e culturale del Novecento.

Il lettore attento e smaliziato potrebbe certo interrogarsi sulla veridicità dei testi o, quanto meno, su quanto siano stati aggiustati, trasformati e manipolati. Ma una lettura attenta ed appassionata porta certamente a considerarli un documento importante, appassionato e utile a ricostruire il contesto gastronomico nel clima politico culturale di uno dei momenti più significativi del Novecento, attraverso il racconto di ottime ricette culinarie.

Le prefazioni entusiastiche di Luigi Veronelli, che arriva a dire "mi sono letto le bozze di La cucina impudica, sarà il mio livre de chevet", possono essere assunte come garanzia della veridicità/validità dei testi.

La storia e le storie delle tre autrici si dipanano, in un flusso di memoria, attraverso alcune centinaia di ricette organizzate nei primi, nei secondi e via dicendo. Ricette mai banali, descritte con dovizia di particolari, accompagnate da osservazioni sui prodotti, sulle tecniche e sugli aneddoti che le rendono vive e vissute, rese comprensibili e praticabili anche grazie alle note del curatore anonimo. 

La narrazione dei piatti si intreccia sempre con la storia, l'autobiografia e il contesto di vita delle tre autrici. Pagine dunque non solo da consultare, ma da leggere con il piacere di un vero e proprio testo narrativo. Le tre cuoche seguono i canoni di un genere che nel campo gastronomico non risulta particolarmente diffuso, ma che ha prodotto eccellenti opere come, ad esempio, I Biscotti di Baudelaire di Alice B. Toklas, la compagna di Gertrude Stein, mecenate di talenti nella "generazione perduta" della Parigi tra le due guerre mondiali.   

Molte ricette mettono voglia di cimentarsi ai fornelli, anche perché propongono sia piatti complicati sia, più spesso, di facile esecuzione. Le proposte variano a seconda dei paesi che rappresentano ed anche in funzione delle tre diverse personalità e dei tre diversi ruoli delle autrici. La ricetta della Pollastra impudica al sale è certo espressione della cucina della donna di mondo parigina; così la cuoca spagnola, l'unica di cui conosciamo il nome di battesimo "Nadine", riporta spesso nomi e situazioni del pensiero e dell'azione rivoluzionaria di quegli anni; la cuoca rossa ci delizia con la ricetta della Carpa alla sassone

La lettura permette di storicizzare i contenuti gastronomici, offrendo uno spunto al cuoco, all'appassionato, allo storico della cucina. Il curatore dei tre trattatelli, in un modo che ricorda un classico della finzione narrativa, dichiara di aver trovato il  manoscritto di La Cucina Impudica su una bancarella del Flohmarkt (il mercato delle pulci) di Vienna assieme a due volumetti di pasticceria. 

Il risultato complessivo, che ci regala una lettura piacevole e in sommo modo interessante, può essere considerato un ricettario del Novecento europeo. Il secolo delle passioni e delle tragedie, del desiderio di vita e dei totalitarismi, della creatività e della paura. Il secolo che ha rivendicato cibo per tutti come filo rosso che annota i tre testi: non c'è libertà che non contempli quella dei sensi e delle condizioni del godimento.

Negli anni in cui vive e scrive l'intellettuale spartachista, sempre in Germania, Bertold Brecht si interrogava in una sua famosa poesia "chi ha cucinato la cena la sera della vittoria?". Le nostre tre eroine ci permettono di trovare qui la risposta.

Scritto da Sergio Bonetti

Ha insegnato all'Università, si è occupato di piccole imprese e, negli ultimi anni, soprattutto di quelle del  settore enogastronomico, per le quali ha promosso eventi legati alla cultura del territorio. Le sue grandi passioni sono i libri, il cibo, il vino…e le serie tv.  

Ama viaggiare e per lui ogni tappa diventa occasione per visitare i mercati alimentari e scoprire nuovi prodotti, tecniche e tradizioni.

E’ inoltre appassionato di ricerca e dello studio di testi in ambito culinario, per contrastarne la spettacolarizzazione e i luoghi comuni.

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