Salviamo gli Alberghieri

Prodigus condivide il Manifesto di La Voce della Scuola e Diego Palma: dieci punti per il futuro della formazione professionale italiana.

Salviamo gli Alberghieri

Ci sono temi che riguardano direttamente il mondo della cucina, dell’enogastronomia, dell’ospitalità e della formazione dei professionisti che vi operano. Per questo abbiamo scelto di condividere con i nostri lettori il Manifesto programmatico “Salviamo gli Alberghieri – Dieci punti per una nuova istruzione professionale italiana”, promosso da La Voce della Scuola e curato da Diego Palma. Un documento che pone al centro l’identità e il futuro degli Istituti Professionali Alberghieri e propone un confronto aperto sul ruolo della scuola, della formazione pratica, dei professionisti e delle imprese nella costruzione delle competenze e delle professionalità di domani.

Pubblichiamo di seguito il Manifesto nella sua formulazione originale, perché riteniamo importante contribuire alla diffusione di una riflessione che riguarda da vicino tutto il mondo dell’enogastronomia, dell’ospitalità e del turismo italiano.

Dieci punti per una nuova istruzione professionale italiana
Il Manifesto programmatico dell’iniziativa promossa da La Voce della Scuola e sostenuta da una comunità spontanea di docenti, dirigenti scolastici, professionisti del settore, associazioni di categoria e loro rappresentanti “Salviamo gli Alberghieri” non è soltanto un appello. È una proposta programmatica per il futuro dell’istruzione professionale italiana. L’iniziativa, lanciata da La Voce della Scuola, nasce dalla volontà di riportare al centro del dibattito pubblico l’identità, la funzione e il futuro degli Istituti Professionali Alberghieri e, più in generale, della formazione legata all’enogastronomia, all’ospitalità e al turismo.

Attorno all’iniziativa si è sviluppato un gruppo spontaneo e aperto, formato da docenti, insegnanti tecnico-pratici, dirigenti scolastici, professionisti dell’ospitalità e del turismo, esponenti del mondo produttivo, associazioni di categoria e loro rappresentanti. Esperienze e ruoli differenti, ma una convinzione comune: l’istruzione professionale non deve essere ridimensionata, accorciata o progressivamente privata della propria identità. Deve essere rafforzata.

Da questo confronto nasce il Manifesto programmatico in dieci punti di “Salviamo gli Alberghieri”: non un semplice elenco di rivendicazioni, ma una piattaforma organica sulla quale aprire un confronto nazionale con scuola, Governo, Parlamento, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Regioni, parti sociali, associazioni di categoria, imprese, ITS Academy, università, studenti e famiglie. Il punto di partenza è netto: non bisogna accorciare la scuola professionale, bisogna renderla più professionale.

I DIECI PUNTI DEL MANIFESTO

1. PIÙ DISCIPLINE PROFESSIONALIZZANTI E PIÙ LABORATORIO
Restituire centralità al saper fare.
La prima scelta programmatica è rafforzare strutturalmente le discipline di indirizzo e le attività laboratoriali.
Cucina, sala e vendita, accoglienza turistica, pasticceria, arte bianca e tutte le discipline caratterizzanti devono tornare a rappresentare uno degli assi portanti del percorso scolastico, con un rafforzamento progressivo soprattutto nel triennio.
Il laboratorio non è un accessorio della scuola professionale: è uno dei luoghi nei quali conoscenza, tecnica, cultura e pratica diventano competenza professionale.
Più laboratorio significa più competenza, maggiore consapevolezza professionale e migliori possibilità di inserimento nel lavoro e di prosecuzione nella formazione.

2. UN QUADRO ORARIO NAZIONALE FORTE E RICONOSCIBILE
Stessa identità professionale da Nord a Sud.
L’autonomia scolastica deve arricchire l’offerta formativa, non sostituire l’identità nazionale dell’Istituto Professionale Alberghiero.
Occorre quindi un quadro orario nazionale chiaro, con un monte ore professionalizzante adeguato e standard formativi riconoscibili in tutto il Paese.
Le vocazioni territoriali devono essere valorizzate, ma sopra una base comune.
Un diploma alberghiero italiano deve avere un’identità professionale immediatamente riconoscibile.
La nostra proposta è semplice: cinque anni di istruzione professionale forte, con più discipline di indirizzo, più laboratorio e maggiori possibilità di specializzazione.

3. UNA NUOVA AREA DI ALTA PROFESSIONALIZZAZIONE
Recuperare la lezione del Progetto ’92 e portarla nel futuro.
“Salviamo gli Alberghieri” propone di recuperare uno degli elementi più innovativi del Progetto ’92 e reinterpretarlo alla luce delle professioni contemporanee.
Negli ultimi anni del percorso deve svilupparsi una vera Area di Alta Professionalizzazione, costruita attraverso la collaborazione tra scuola, professionisti, imprese qualificate, associazioni di categoria, ITS Academy, università e territori.
Il quinto anno può diventare il momento culminante di questa impostazione: un anno ad alta intensità professionalizzante, con specializzazioni, esperienze formative strutturate e un rapporto molto più stretto con i contesti professionali reali.
Non semplice alternanza e non sostituzione della scuola con l'impresa.
La scuola forma. L’impresa contribuisce alla formazione sul campo.

4. UN FONDO NAZIONALE PER LABORATORI, ATTREZZATURE E MATERIE PRIME
La qualità della formazione richiede investimenti strutturali.
Non esiste istruzione professionale di qualità senza laboratori moderni, attrezzature adeguate, tecnologie, software e materie prime.
Per questo proponiamo un Fondo nazionale permanente per gli Istituti Professionali Alberghieri, destinato alla manutenzione e all’innovazione dei laboratori, alle attrezzature, alle materie prime, alla digitalizzazione, alla sicurezza e alle attività professionalizzanti.
La qualità dell’apprendimento non può dipendere dalla disponibilità economica delle famiglie, dalla capacità della singola scuola di reperire finanziamenti occasionali o dalle differenze territoriali.
Se lo Stato vuole professionisti qualificati deve investire nei luoghi nei quali quei professionisti vengono formati.

5. PROFESSIONISTI E IMPRESE DENTRO LA SCUOLA, STUDENTI DENTRO LE PROFESSIONI
Costruire un nuovo patto tra formazione e lavoro.
Chef, maître, pasticcieri, sommelier, direttori d’albergo, receptionist, professionisti dell’accoglienza, operatori turistici, agenti di viaggio, imprenditori e manager devono poter contribuire stabilmente ai percorsi formativi.
Allo stesso tempo gli studenti devono poter conoscere le professioni attraverso imprese realmente qualificate.
Ma con principi inderogabili: l’impresa non sostituisce la scuola; lo studente non sostituisce il lavoratore; il tirocinio non è lavoro gratuito.
Ogni esperienza deve avere obiettivi formativi, tutoraggio, valutazione, certificazione delle competenze e standard di qualità verificabili.

6. CINQUE ANNI DI SCUOLA PROFESSIONALE FORTE. POI LAVORO, ITS ACADEMY O UNIVERSITÀ
Costruire una filiera senza sostituire un segmento con l’altro.
Il Manifesto difende con chiarezza il valore del percorso quinquennale.
“Salviamo gli Alberghieri” esprime una posizione critica verso qualsiasi applicazione del modello 4+2 che determini una riduzione della formazione professionalizzante scolastica, un impoverimento del quinto anno o un trasferimento improprio di funzioni formative verso soggetti esterni. 
Questo non significa essere contrari agli ITS Academy. Significa esattamente il contrario: vogliamo ITS Academy forti dopo Istituti Professionali forti. Al termine dei cinque anni ogni diplomato deve essere nelle condizioni di scegliere consapevolmente tra lavoro, ITS Academy, università e imprenditorialità.
La filiera funziona quando ogni livello prepara e rafforza quello successivo, non quando uno sostituisce l’altro.

7. RESTITUIRE CENTRALITÀ, DIGNITÀ E PROSPETTIVE AGLI ITP
Chi insegna una professione deve poter continuare a viverne l’evoluzione.
Gli Insegnanti Tecnico-Pratici sono una componente essenziale dell’identità della scuola professionale.
Occorre valorizzarne il ruolo sul piano professionale, giuridico ed economico e costruire un sistema permanente di aggiornamento che consenta agli ITP di confrontarsi con imprese, professionisti, tecnologie, attrezzature e nuovi modelli organizzativi.
Le professioni cambiano rapidamente.
La professionalità non può essere insegnata senza mantenere un rapporto vivo con la professione.

8. UN OSSERVATORIO NAZIONALE SU FORMAZIONE, LAVORO E PROFESSIONI
Misurare non soltanto quanti si diplomano, ma quale futuro costruiscono.
Occorre superare una visione della scuola fondata esclusivamente su iscrizioni, dispersione e numero dei diplomati.
Proponiamo un Osservatorio nazionale permanente capace di seguire l’intera traiettoria:
iscrizione → percorso scolastico → diploma → prosecuzione degli studi → ingresso nel lavoro → permanenza nel settore → crescita professionale → eventuale abbandono.
Dobbiamo conoscere quali competenze chiedono le imprese, ma dobbiamo conoscere anche quali condizioni chiedono i giovani per entrare e rimanere nelle professioni.
Non basta contrastare la dispersione scolastica.
Dobbiamo contrastare anche la dispersione professionale dopo il diploma.

9. UN PATTO NAZIONALE PER LA QUALITÀ E L’UMANIZZAZIONE DEL LAVORO NELL’OSPITALITÀ
Salvare gli Alberghieri significa rendere sostenibili anche le professioni per le quali formiamo i giovani. Questo è uno dei punti qualificanti del Manifesto.
La scuola può formare professionisti eccellenti, ma non può risolvere da sola la crisi di attrattività di alcune professioni.
Occorre affrontare anche il tema delle condizioni di lavoro: retribuzioni, orari, turnazioni, riposi, lavoro festivo, conciliazione tra vita privata e professionale, stabilità, crescita e qualità degli ambienti di lavoro.
Per questo proponiamo un Patto nazionale per la qualità e l’umanizzazione del lavoro nell’ospitalità, coinvolgendo istituzioni, imprese, associazioni di categoria, rappresentanze dei lavoratori, professionisti e scuola.
La domanda non può più essere soltanto: “Perché i giovani non vogliono lavorare nell’ospitalità?”
Dobbiamo chiederci: “Che cosa dobbiamo cambiare perché un giovane qualificato desideri entrare in queste professioni, rimanervi e costruirvi il proprio futuro?”
Non può esserci eccellenza dell’ospitalità senza qualità del lavoro delle persone che ogni giorno la rendono possibile.

10. RESTITUIRE PRESTIGIO ALL’ISTRUZIONE PROFESSIONALE E ALLE SUE PROFESSIONI
Saper fare è cultura.
L’ultima sfida è forse la più importante: cambiare la percezione culturale dell’istruzione professionale.
L’Istituto Professionale Alberghiero non deve essere considerato una scuola di seconda scelta.
Deve diventare una scuola che un giovane sceglie perché vuole diventare un professionista.
Ma non possiamo restituire prestigio alla scuola senza restituire prestigio anche alle professioni.
Una professione è prestigiosa quando richiede competenze, viene riconosciuta e adeguatamente retribuita, offre possibilità di crescita e permette di costruire un progetto di vita.
Per questo serve anche una grande azione culturale nazionale capace di raccontare il valore dell’enogastronomia, dell’ospitalità e del turismo.

Saper fare è cultura.
La professionalità è cultura.
Il lavoro qualificato è cultura.
La dignità del lavoro è cultura.

UN DOCUMENTO PROGRAMMATICO APERTO AL PAESE

Questi dieci punti costituiscono il cuore programmatico di “Salviamo gli Alberghieri”. Non vogliono rappresentare una conclusione, ma l’inizio di un confronto. L’iniziativa promossa da La Voce della Scuola e sostenuta dal gruppo spontaneo di docenti, dirigenti scolastici, professionisti del settore, associazioni di categoria e loro rappresentanti intende mettere questa piattaforma a disposizione dell’intera comunità scolastica e professionale.
L’obiettivo è trasformare le esperienze di chi vive quotidianamente la scuola e il lavoro in una proposta capace di arrivare alle istituzioni. Vogliamo confrontarci con il Ministero, con il Parlamento, con le Regioni, con le organizzazioni professionali e sindacali, con le associazioni di categoria, con gli ITS Academy, con le università e soprattutto con studenti, famiglie e lavoratori. Perché la riforma dell’istruzione professionale non può essere costruita soltanto nei luoghi nei quali si scrivono le norme. Deve nascere anche nei laboratori, nelle cucine didattiche, nelle sale, nei front office, nelle classi, negli alberghi, nei ristoranti, nelle imprese turistiche e nei luoghi nei quali ogni giorno scuola e professione si incontrano.

PROSEGUE IL SONDAGGIO DE LA VOCE DELLA SCUOLA
Prosegue il sondaggio lanciato dalla redazione de La Voce della Scuola per raccogliere opinioni, esperienze e indicazioni sul futuro degli Istituti Professionali Alberghieri.
Docenti, ITP, dirigenti, studenti, famiglie, ex studenti, professionisti, imprese, associazioni di categoria e rappresentanti del settore sono invitati a partecipare.
Partecipa al sondaggio “Salviamo gli Alberghieri”:

DIECI PUNTI. UNA SOLA DIREZIONE.
Più laboratorio.
Più professionalità.
Più risorse.
Più dignità agli ITP.
Più rapporto con imprese qualificate.
Più collaborazione con professionisti e associazioni di categoria.
Più alta formazione.
Più qualità e dignità del lavoro.
Più identità nazionale.
Meno dispersione scolastica e professionale.
Più futuro per i nostri studenti.
Non vogliamo meno scuola.
Vogliamo più scuola professionale.
Non vogliamo contrapporre scuola e impresa.
Vogliamo imprese qualificate che collaborino con una scuola forte.
Non vogliamo contrapporre Istituti Professionali e ITS Academy.
Vogliamo cinque anni solidi che permettano ai diplomati di scegliere consapevolmente tra lavoro, ITS Academy, università e imprenditorialità.
Non possiamo chiedere ai giovani di innamorarsi di una professione e poi costruire condizioni che li spingano ad abbandonarla.
Non possiamo chiedere alla scuola di formare l’eccellenza e al mercato del lavoro di premiare soltanto la disponibilità senza limiti.
Non possiamo parlare della qualità dell’ospitalità senza parlare della qualità della vita di chi quell’ospitalità la rende possibile.
“Salviamo gli Alberghieri” significa tornare a formare professionisti. Cinque anni per costruire competenze. Un’intera carriera per trasformarle in futuro.

Manifesto promosso da La Voce della Scuola, a cura di Diego Palma.

Scritto da Redazione ProDiGus

Il nostro staff in costante elaborazione e ricerca di informazioni utili e attendibili nel mondo del food&beverage



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1 Commento

  1. Gianni Amato05 settembre 2026 alle ore 14:57

    Secondo me il problema degli alberghieri non si risolve semplicemente aumentando le ore o cambiando qualche programma. Bisogna ricostruire identità, qualità e credibilità di questi istituti, partendo sia dai docenti sia dagli studenti. Come rilanciare gli istituti alberghieri Credo che per salvare davvero gli istituti alberghieri serva innanzitutto restituire valore alla loro identità professionale. Non possono diventare scuole dove si arriva per caso, né per gli studenti né per i docenti. Per insegnare discipline tecnico-pratiche non dovrebbe bastare soltanto possedere formalmente un titolo o un’abilitazione: servono competenza reale, esperienza di laboratorio e conoscenza concreta del settore. Cucina, sala, bar e accoglienza sono mestieri che si insegnano anche con le mani, con l’esperienza e con la capacità di trasmettere passione e professionalità. Allo stesso tempo bisogna pretendere di più anche dagli studenti, accompagnandoli però con laboratori seri, attrezzature adeguate, stage realmente formativi e un rapporto molto più stretto con ristoranti, alberghi e aziende di qualità. L’alberghiero deve tornare a essere percepito come una scuola che prepara professionisti, non come una scelta di ripiego. Servono quindi docenti preparati e continuamente aggiornati, una selezione più attenta delle competenze tecnico-pratiche, maggiore disciplina e responsabilità degli studenti e, soprattutto, più ore di laboratorio vero. Se riusciamo a riportare al centro competenza, merito, esperienza e passione, potremo avere docenti migliori, studenti più motivati e soprattutto professionisti migliori. È da qui che, secondo me, bisogna ripartire per difendere e rilanciare gli alberghieri

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