Le pannocchie

Una poesia di Ada Negri che sottolinea tutto il valore dei chicchi di mais trasformati in “benedetta polenta” nei mesi invernali

Le pannocchie

Le pannocchie

 

Or che il granturco fu raccolto, a gara
le massaie hanno appeso in molte file
alle rozze verande le pannocchie.
Splendono le pannocchie sui graticci
di legno, gialle, d’un bel giallo ardente
ch’è quasi rosso, fitte di rotondi
chicchi, liete allo sguardo e liete al cuore.

Voi superbe, o massaie, per la casa
parata a festa come al Corpus Domini,
quando fra canti e mortaretti passa
col suo Gesù la Vergine Maria!
Splendono le pannocchie al sol d’autunno,
tutte certezza; ed ai fanciulli parlano
della polenta che la madre al fuoco
del nel paiolo rimesta, e d’un sol colpo
sul tagliere arrovescia, e, nel buon fumo
ravvolta, suddivide in tante fette
quante le bocche.

Giunto poi che sia
gennaio con la sizza come frusta
che scocchi su la pelle e con la neve
alta sino ai polpacci, oh, benedetta
la polenta che scalda mani, gola
e sangue, mentre sugli alari avvampano
secchi rami di pino intorno al ceppo,
e dalle travi del soffitto in strane
ombre discende, adagio adagio, il sonno.

Ada Negri

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Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 insegna Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .

Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali e collabora, con la nomina di Vice Direttore, alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani.

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