In cucina

Osservare la propria mamma in cucina è pura gioia, che dona insostituibili emozioni e serenità: la celebra Marino Moretti in una sua poesia

In cucina

In cucina

Madre, se vuoi ch'io t'ami 
come ti si conviene, 
resta fra i tuoi tegami
smaltati bianchi e blu:  
vuoi ch'io ti voglia più bene,
molto più bene? 

Resta in cucina dove 
la tua dolcezza ha un gaio
 riso che mi commuove
quando passa bel bello 
dall'acquaio al fornello, 
dal fornello all'acquaio; 

poi va', corri in giardino 
e coglilo un rametto
d'adusto ramerino
di scherzoso alloro
qualche pomodoro 
ancora un poco aspretto; 

poi trita con un muto
cenno le tue cipolle 
giovani pel battuto 
e accortamente schiuma
la pentola che bolle, 
il bricchetto che fuma; 

sì che, mentre la fiamma
 si fa sempre più roca 
nella cappa segreta,
 tu pensa che la mamma
del giovane poeta
sa fare anche la cuoca

Oh lascia ch'io ti prenda
queste mani che sanno
di carne cotta in forno
e far sempre sapranno
Ogni buona faccenda
fino all'ultimo giorno;

oh lascia ch'io ti dica:
«Triste, mammina, triste
sapere troppe cose
e cercar fra l'ortica
o fra le vuote artiste
rose e foglie di rose;

dolce invece sostare
in questi vaghi odori
guardando il focolare
e i fumi di vapori
che con labile volo 
escono dal paiuolo».


Marino Moretti (Cesenatico, 18 luglio 1885 – 6 luglio 1979)

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 insegna Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .

Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali e collabora, con la nomina di Vice Direttore, alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani.

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi


Altri articoli