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Dall'arte al marketing: come l'artista trentino rivoluzionò la pubblicità con la bottiglia Campari Soda e manifesti colorati
Alcune rinomate opere di Fortunato Depero: nella prima immagine il dipinto ad olio "Squisito al selz", nella seconda due manifesti pubblicitari del Campari
Foto tratte dal web - clicca sulle immagini per ingrandirle
Fortunato Depero è stato uno dei grandi esponenti del movimento futurista, e nei suoi 68 anni di vita ha manifestato le sue doti artistiche in vario modo: è stato pittore, scultore ma anche scenografo e costumista di teatro, grafico illustratore e designer. Nato nel 1892 nella zona di Rovereto (TN), in questa cittadina frequentò la Scuola Reale Elisabettina, una scuola d’arte che ha formato molti artisti importanti del ‘900. Con la Prima Guerra Mondiale Depero si trasferì a Roma, dove conobbe Giacomo Balla entrando così a far parte del gruppo dei futuristi. Proprio insieme a lui nel 1915 pubblicò il manifesto “Ricostruzione futurista dell’universo”, che si colloca nel periodo detto secondo futurismo in quanto a differenza del primo futurismo che era circoscritto a gallerie e musei, in esso si ribadiva la necessità che l’arte incontrasse il quotidiano e la pubblicità, quindi l’arredamento e la moda, gli allestimenti e i costumi teatrali e l’architettura.
Dal 1918 nacquero le prime Case d’Arte futurista: a Roma quella di Enrico Prampolini per citarne solo una di molte, che sorsero anche a Bologna e a Palermo. Solo dopo la fine della guerra, Depero tornò a Rovereto dove nel 1919 fondò la sua personale Casa d’Arte futurista e qui progettò manifesti, mobili e oggetti di arredamento. Lo scopo delle attività dell’artista era quello di esprimere la propria arte creativa attraverso oggetti e manifesti che avessero funzione propagandistica e persuasiva e perciò fossero utili alla società e al mercato. Dopo l’allestimento di scenografie teatrali e la cura di costumi per la “Parade” di Picasso, Depero si recò con Balla e Prampolini a Parigi in occasione dell’Esposizione Internazionale delle arti decorative industriali e moderne del 1925. In questa occasione conobbe personaggi influenti che lo indirizzarono verso gli Stati Uniti d’America.
Fu così che di lì a breve Depero espose le sue opere a New York, e poi a Boston e Chicago. In pochi anni la sua produzione fu varia e vasta: realizzò opere pittoriche di carattere pubblicitario, progettò ambienti per ristoranti, creò scenografie e costumi, disegnò copertine per importanti riviste. Numerosi furono i manifesti che gli commissionarono grandi marchi quali il liquore Strega, la Magnesia S. Pellegrino, il mandorlato Vido, il cioccolato Unica, la bicicletta Bianchi. Nel 1926 alla Biennale di Venezia Depero espose un dipinto intitolato “Squisito al selz”, dedicato al commendator Davide Campari; attraverso quest’opera nacque la decennale collaborazione con l’azienda milanese per la quale Depero prestò opera di grafico pubblicitario e realizzò numerosi allestimenti esterni.
Nel 1932 Davide Campari chiese a Depero di progettare una piccola bottiglia per il suo nuovo prodotto, il Campari Soda, il primo aperitivo monodose in cui il selz era aggiunto alla bevanda prima dell’imbottigliamento (mentre fino ad allora era aggiunto al servizio al bar). Depero pensò allora ad un calice rovesciato, un tronco di cono in vetro smerigliato dalla superficie rugosa che richiamava la buccia d’arancia (ingrediente del bitter), con due righe in rilievo alla base con la scritta “Preparazione speciale Davide Campari & C.,Milano”. Il titolare propose che non ci fosse etichetta di carta ma che al centro della bottiglietta comparisse a rilievo il nome del bitter. Per l’azienda Campari l’artista Depero creò un gran numero di manifesti molto colorati in stile futurista, e tanti bozzetti in bianco e nero che ebbero più largo impiego dato che i consumatori dei prodotti Campari usavano leggere il quotidiano piuttosto che guardare i manifesti o i muri per la strada.
Dagli arredi pubblicitari alle lampade, ai vassoi ,agli infissi in legno, l’attività di Depero è stata quella di un artista che ha lasciato il segno nell’ambito della pubblicità e del marketing; da quando la pubblicità si chiamava réclame la forma della sua bottiglietta del Campari Soda è ancora oggi quella che diversi altri marchi hanno adottato e che inequivocabilmente viene oggi associata ad un aperitivo. L’appartenenza al movimento futurista ha purtroppo danneggiato la figura di Depero come quella di altri artisti: per questo il valore delle sue opere è stato meglio compreso e rivalutato dai primi anni ’70, a un decennio dalla sua morte. A Rovereto l’artista pioniere del design contemporaneo aveva provveduto ad allestire la Galleria Museo Depero che raccoglie disegni, dipinti, mobili, giocattoli, unico museo fondato da un futurista: è possibile visitarla ancora oggi (qui il sito ufficiale).
Photo via web
Scritto da Elena Stante





















































































































































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