Cioccolato invecchiato

Non solo i vini invecchiano in barrique, ma anche il cioccolato (che diventa il più caro al mondo)

Cioccolato invecchiato

E’ da un’idea dell’azienda ecuadoriana To’ak Chocolate che è nata nel 2017 la prima tavoletta di cioccolato che trascorre ben diciotto mesi in barrique di Cognac antiche di 50 anni. Una tavoletta raggiunge il costo record di 300€, ed è disponibile all’acquisto sia online, sia nei più pregiati negozi internazionali di specialità gastronomiche ricercate, come Harrods a Londra. 

Un prezzo così elevato cela in sé molteplici motivazioni, a partire da una produzione tutta artigianale e fair trade, alla cui base vi è il prestigioso cacao proveniente dalla valle di Piedra del Plata in Ecuador.

Inoltre, ne viene prodotto un numero limitato di circa 200 tavolette/anno, e il packaging è estremamente curato, prodotto in olmo spagnolo e riportante il numero di serie del prezioso prodotto “limited edition”.

Nella confezione l’azienda include inoltre un libriccino che spiega la storia dell’invecchiamento del cioccolato, nonché gli studi che stanno alla base della nascita di questo prodotto. 

Il cioccolato invecchiato gode inoltre dell’impiego di soli due ingredienti, ovvero cacao zucchero di canna entrambi provenienti da agricoltura biologica. Una scelta dettata dal desiderio di offrire un prodotto dal sapore molto diverso del cioccolato “industriale” moderno, che vuole invece ricordare maggiormente il gusto del cioccolato com’era alle sue origini. 

Ma cosa pensano gli studiosi, i produttori e persino i sommelier che hanno incentivato la produzione del cioccolato invecchiato?

L’idea è nata dall’evidenza che sia il cioccolato fondente che il vino sono ricchi di tannini e polifenoli, i quali determinano buona parte del gusto che si percepisce al palato.

Con il passare del tempo, questi composti vanno naturalmente incontro a processi di alterazione, come l’ossidazione, che non costituisce un fattore necessariamente negativo, ma può anzi in questo caso dar luogo ad una vera evoluzione del profilo aromaticodel prodotto, consentendo al cioccolato di essere degustato allo stesso modo di un vino d’annata. 

Il sapore del cioccolato invecchiato?

Più rotondo e omogeneo, e certamente ricco di note gustative e retrolfattive nascoste, particolari, tutte da scoprire. Ma la ricerca su questo prodotto è solo all’inizio: To’ak Chocolate sta già collaborando con alcune università americane su molteplici evoluzioni, che siamo certi ci stupiranno in un futuro non troppo lontano.

 

Scritto da Sara Albano

Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di promozione, eventi e consulenza per la ristorazione a 360°, oltre ad essere referente della comunicazione on e offline di Fabio Campoli e parte del team editoriale della scuola di cucina online Club Academy e della rivista mensile Facile Con Gusto.

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