Perfetti da servire con un condimento a base di asparagi, tuorli sodi, mandorle e caciocavallo
Un colorato mondo gastronomico da scoprire passeggiando per le vie delle città egiziane
Quando si sente pronunciare l’Egitto, il pensiero della nostra mente si ricollega subito al suo incredibile patrimonio di storia, che si contrappone - per il piacere dei numerosissimi turisti - alle più moderne strutture per l’intrattenimento e il divertimento. Facendo un tour per le principali cittadine, non si può tuttavia farsi sfuggire l’occasione di esplorarne anche la cultura gastronomica, grazie anche ad una ricca offerta di cibo da strada, che diffonde i propri profumi speziati in ogni angolo di borghi grandi e piccoli.
A partire dal Cairo, la grande capitale che sorge sul fiume Nilo, che offre specialità che meriterebbero un posto nell’intera classifica mondiale degli street food, e proseguendo il viaggio verso Alessandria, che con i suoi 5 milioni di abitanti è la seconda città più grande e si estende per 35 km sulla costa nella fascia mediterranea, si parte alla scoperta della colazione. Per gli egiziani è un momento fondamentale della giornata, che si muove all’interno di innumerevoli piccoli chioschetti e gastronomie, dove fin dal primo mattino vengono cucinati spuntini soprattutto salati, come polpettine di legumi speziate (a base soprattutto di ceci, fave o piselli) e diverse creme e salsine, utilizzate insieme alle prime per farcire piccoli panini conosciuti con il nome di shami.
Spesso è possibile ordinare vassoi composti da diverse ciotoline che contengono svariate specialità, per comporre il proprioshamia seconda dei gusti personali. In alternativa al panino, si potrà scegliere semplicemente di intingere il pane nei diversi condimenti: tra i più amati, oltre all’ormai diffusissimo hummus, val la pena ricordare la baba ghanug, crema a base di sesamo, melanzane e aglio, e il Fūl, a base di fave secche cucinate stufate a fuoco lento e servite con olio, prezzemolo, aglio, cipolla e una spruzzata di limone.
Il viaggio gastronomico procede verso la storica cittadina di El Alamein, e poi ancora verso Marsa Matrouth, cittadina dalle dimensioni molto più contenute rispetto alle altre, ma famosa per le sue bianchissime spiagge che fronteggiano la baia di Almazah, che in arabo significa "perla".
Si narra che proprio in queste acque anche la regina Cleopatra veniva spesso a farsi il bagno: lo raccontano alcune vecchie scritture che sono state rinvenute in queste zone.
La cucina di quest'area dell'Egitto utilizza prodotti mediterranei e provenienti dall'estuario del fiume Nilo, che offre materie prime tipiche di tutta l’area mediterranea, come olio extra vergine d'oliva, verdure, frutta, latticini, carne bovina. Ingredienti che si ritrovano di sovente anche impiegati nel cibo da strada. Alcune tipologie sono davvero semplicissime, come i termes (ovvero i nostri lupini o fusaie), le dora (pannocchie di mais cotte alla griglia) e le batate (patate dolci cotte al cartoccio).
Altre forme di street food prevedono invece il servizio in strada di vere e proprie ricette, dalla preparazione più complessa. Un esempio è il kebda, ovvero il fegato di vitello, che viene cotto in padella o alla griglia con limone, peperoncino e aglio, per poi essere tagliato finemente e servito al piatto accompagnato da riso o da pane integrale e sottaceti. Tra i dolci da strada, invece, imperdibile è la fresca, che consiste in un’ostia farcita di torrone alle arachidi e miele.
Ma uno dei cibi “veloci” più amati dagli egiziani è certamente l’ halabessa: si tratta di ceci cotti serviti rigorosamente al bicchiere, in un brodo colorato dal pomodoro e insaporito da sale, cumino e succo di limone, e una spolverata di peperoncino per gli amanti del gusto piccante.
Scritto da Redazione ProDiGus
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