In cucina con Archimede

Dietro il matematico inventore siracusano, tante curiosità “buone a sapersi”

In cucina con Archimede

La fama di Archimede di Siracusa, matematico e fisico vissuto nel III secolo a.C., è legata soprattutto ad episodi leggendari e straordinarie invenzioni. Per citarne solo alcune: i sistemi di leve e catapulte, la coclea o vite senza fine e vari apparecchi idraulici, l’orologio ad acqua, gli specchi ustori. Nel gergo popolare, quando si scopre qualcosa, si dice ancora oggi "Eureka!", oppure "datemi una leva ed io vi solleverò il mondo"! 

Uovo fresco o uovo vecchio?

Il “principio di Archimede” è una delle leggi fisiche più famose, legata alla leggenda che vede Archimede uscire dal bagno esclamando il suo famoso ed entusiastico “ Eureka! ” (che si traduce “Ho trovato!”) Il principio venne enunciato nell’ opera “ Sui corpi galleggianti” e la sua formulazione è la seguente :

“ Un corpo immerso totalmente o parzialmente in un fluido , come aria o acqua, riceve una spinta dal basso verso l’alto ,che si oppone al peso,ed è pari al peso del volume del fluido spostato” .

In pratica, più si è voluminosi e vuoti, più si galleggia, proprio come accadrà in cucina con le uova: più un uovo immerso in un bicchiere d’acqua è vecchio, più tenderà ad andare verso la superficie.

Archimede al bar

Versiamo lentamente in un bicchiere alto dell’olio di semi, riempiendo il bicchiere per circa un terzo. Poi versiamo acqua per l’altro terzo: dopo un po’, vedremo i due liquidi separarsi, con l’acqua che si dispone verso il fondo. Ora versiamo dello sciroppo o del miele riempiendo tutto il bicchiere: lo sciroppo (o il miele) si depositerà sul fondo, sotto lo strato di acqua. Anche qui ritroviamo il principio di Archimede; i tre liquidi hanno infatti densità diverse e non sono miscibili, quindi, anche se mescolati ,tenderanno a separarsi nei tre strati di olio,acqua e miele guardando il bicchiere dall’alto verso il basso. 

Il cocktail B52 è caratterizzato dalla sua struttura a strati che si prepara versando in un bicchiere un terzo di liquore al caffè, un terzo di crema di whisky e un terzo di liquore Cointreau o Grand Marnier, che si non si mescoleranno tra loro secondo gli stessi principi sopra esposti. 

Datemi una leva… in cucina

Schiaccianoci, forbici, bilance, molle da ghiaccio e apribottiglie: cos’hanno in comune tra loro?

Sono oggetti che utilizziamo quotidianamente, tutti basati sul principio della leva. Alcune possono essere semplici, come apribottiglie e cavatappi, altre doppie, cioè formate da due leve che si stringono l’una contro l’altra , come schiaccianoci e forbici. Il cavatappi con due manici è ancor più frutto dell’ingegno umano: non è una leva doppia, ma si tratta di due leve che lavorano insieme.

Ma cos’è una leva? E’ una sbarra fissata o appoggiata in un punto, chiamato fulcro, e che da una parte del fulcro è più lunga che dall’altra. Perché una leva sia utile come quella citata da Archimede ,dalla parte più corta si aggancia il peso che si vuole sollevare e si fa forza dalla parte più lunga. Il vantaggio nell’uso di una leva è legato infatti alle distanze delle due forze applicate dal fulcro; riusciamo così a spiegarci perché è più faticoso usare le forbicine che le forbici da carta o da sarto.

La vecchia cara bilancia a due piatti, invece,non sfrutta in pieno la vantaggiosità della leva perché ha i bracci uguali e questi sono in equilibrio quando i pesi sui due piatti sono uguali.

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 insegna Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .

Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali e collabora, con la nomina di Vice Direttore, alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani.

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