Neruda: XIII sonetto d’amore

Nel 1959 Neruda metteva in poesia amore e pane: riscopriamo insieme il testo per celebrare San Valentino da Promotori di Gusto

Neruda: XIII sonetto d’amore

Sonetto XIII

La luce che dai tuoi piedi sale alla tua capigliatura,
la turgidezza che avvolge la tua forma delicata,
non è di madreperla marina, mai d’argento freddo:
sei di pane, di pane amato dal fuoco.
La farina innalzò con te il suo granaio
e crebbe incrementata dall’età felice,
quando i cereali duplicarono il tuo petto
il mio amore era il carbone che lavorava nella terra.
Oh, pane la tua fronte, pane le tue gambe, pane la tua bocca,
pane che divoro e nasce con luce ogni mattina,
beneamata, bandiera delle panetterie,
il fuoco ti diede una lezione di sangue,
dalla farina apprendesti a esser sacra,
e dal pane l’idioma e l’aroma. 

Pablo Neruda
(tratto da Cento sonetti d'amore, a cura di G. Bellini, Passigli Editore 2000) 

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 insegna Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .

Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali e collabora, con la nomina di Vice Direttore, alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani.

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi

Altri articoli