Uova centenarie oltreconfine

Le uova dei cent’anni entrano in commercio anche in Europa: un piatto tradizionale cinese proteico e digeribile, tutto da scoprire!

Uova centenarie oltreconfine

A dispetto delle date di scadenza, nel mondo esistono le cosiddette “uova centenarie”! Arrivano dalla Cina e, anche se discutibili dal punto di vista estetico, sono assolutamente commestibili. Si tratta di prodotti che hanno un ciclo di vita di 100 giorni: l’arco di tempo necessario alla loro fermentazione in un composto di acqua, sale, carbone e ossido di calcio (tecnica che ha cinque secoli di storia). I colori che le uova assumono durante questo processo non inviterebbero al consumo; tuttavia in Cina esse rappresentano un piatto tradizionale. Il tuorlo assume una tinta verdastra e l’albume appare come una gelatina color ambra; a dirla tutta l’etichetta di piatto della tradizione è perfetta, poiché somigliano a vere e proprie testimonianze della storia.

Nel paese che vanta un’antica e apprezzata cultura gastronomica, queste uova vengono consumate senza l’aggiunta di altri ingredienti oppure con un contorno di tofu, con dello zenzero o con della salsa di soia.

Se dunque siete stufi dell’uovo al tegamino oppure del classico in camicia o ancora di quello alla coque, il piatto centenario può essere una valida alterativa, a patto di non farsi influenzare dal suo aspetto. Queste uova possono essere di gallina o di quaglia, ma in commercio si trovano più frequentemente quelle di anatra. Anche nel nostro paese le autorità ne hanno autorizzato la commercializzazione.

La “novità” ha richiesto l’intervento del Ministero della Salute, poiché alle prime ispezioni di frontiera questo alimento dall’aspetto “arcaico” deve aver suscitato non poche perplessità.

Per fugare qualsiasi dubbio sulla sicurezza del cibo asiatico, il Ministero della Salute ha emesso un avviso indirizzato agli ispettori, agli uffici veterinari, agli assessorati ed ai carabinieri.

In un estratto del comunicato si legge che “le uova dei cent’anni possono entrare ed essere commercializzate nell’Unione Europea, se provenienti da stabilimenti e paesi terzi autorizzati ad esportare ovoprodotti nella UE e nel rispetto delle condizioni di salute pubblica e animale previste dalla normativa dell’UE e attestate dal certificato veterinario per gli ovoprodotti”.

Se la legge dà l’ok, non resta che superare la naturale diffidenza dell’occhio che, come recita un vecchio adagio, vuole sempre la sua parte, e regalarsi un pasto centenario. Il sapore delle uova cinesi è molto simile a quello delle uova sode e la loro digeribilità è garantita. Nessun rischio quindi, per lo stomaco, di lavorare cent’anni per assorbirle.


Fonte: Il fatto alimentare

Scritto da Redazione ProDiGus

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