Quando i like premiano lo spreco

L’attenzione ad una migliore gestione di energia e risorse passa anche via social: perché tanti food video che riscuotono successo sono solo spreco

Quando i like premiano lo spreco

Lo spreco di cibo? Passa anche dalla “sete di like” sui social per aumentare il gradimento e la popolarità dei post. Un’evidenza sempre più manifesta, che riguarda tanto i puri appassionati di cucina quanto i professionisti, fino a coinvolgere anche pagine web che sono diventate vere e proprie aziende il cui guadagno è dettato pressoché esclusivamente dalla pubblicazione di contenuti tematici che generano grandi numeri di visualizzazione insieme a copiose apposizioni di cuoricini virtuali e pollici puntati in su da parte degli utenti

Che ci si trovi nella sezione Watch di Facebook o a guardare storie, reel e challenges su Instragram, Youtube o Tik Tok, la visione di video di qualsiasi genere spopola ogni dove. E non ultimi in classifica di frequenza sono quelli che hanno come oggetto principe dell’attrattiva gli alimenti, e guadagnano milioni di like incantando con colori accattivanti, grandi quantità, performance di abilità manuali, sfide, fino a realizzazioni “monumentali” di cucina e pasticceria

Ma l’apposizione dei like, in molti casi, è segno di un’approvazione che si sceglie di affidare in esclusiva per un momento solo al proprio senso della vista, tralasciando ogni riflessione, e a volte anche il senso etico. “Battaglie” a colpi di chi mangia di più (e in modo più vorace), cake design “estremo” e opere iperrealistiche che nella realtà, a trovarsene una fetta nel piatto, rappresenterebbero null’altro che uno squilibrio di consistenze e sapori, inutili artifizi di una altrettanto “finta” pasticceria, in cui mani senza dubbio abili manipolano quantità industriali di margarine e zuccheri pur di raggiungere l’agognato risultato social dal successo assicurato (ultimo tra i fenomeni sono le “selfie cake” dalle sembianze umane!), dando vita a prodotti "wow" che in realtà nella loro essenza non vengono consumati neanche nel "dietro le quinte" della realizzazione dei tanto cliccati video.

Di recente, ne abbiamo parlato anche con i follower della pagina Facebook di Fabio Campoli: cliccate qui per leggere tutti i commenti degli utenti al post dedicato alle torte iperrealistiche. 

Gli esempi potrebbero continuare ancora, perché tutto ciò che è colore e abbondanza di cibi e bevande stimola i social. Tutto ciò che è Artifizio stimola i social, ancor più dello storytelling più sincero e realistico costruito da aziende e professionisti autentici. A tutti noi resta però ancora il libero arbitrio di “cambiare canale”, o quantomeno di rinunciare alla scontata apposizione del like o del commento lasciando vincere la ragione

Impariamo a riflettere prima di lasciarci trascinare nella visione, e ancor più nel click sul tasto “mi piace”: si sta facendo tanto a livello internazionale per lanciare messaggi che guidino verso comportamenti di vita con meno sprechi, più parsimoniosi e rispettosi verso il cibo, più attenti alla produzione di rifiuti inutili nonché contro il dilagante fenomeno dell'obesità. In epoca contemporanea, lasciare un’impronta positiva probabilmente non consiste solo nel migliorarsi nello stile di vita reale, ma anche nel non fomentare post inutili come quelli che concernono questa nuova moda (anzi, modalità) di spettacolarizzazione del cibo, senza un senso e senza un futuro, ma soprattutto senza rispetto verso di esso. 

Davanti a chi gioca a bruciare alimenti solo per mostrare di saper produrre la più alta fiammata, a chi manipola il cibo a tal punto da renderlo non più commestibile, a chi prova divertimento a utilizzarlo per fare scherzi (incentivandone l'emulazione) o ingozzarsene (c'è anche chi è arrivato a perdere la vita per questo), scegliete di guardare altro. Perché la visione e il successivo like rischia di trasformarsi in un’arma a doppio taglio che premia e diffonde approcci e comportamenti sbagliati che si fatica a combattere da tempo soprattutto fra le fasce più giovani della popolazione.

Dispensate con cura i vostri like, perchè purtroppo anche il nostro navigare e interagire di continuo con social, app e servizi sul web è oramai una conclamata causa di emissioni di anidride carbonica e incentivo all'inquinamento globale. A maggior ragione, scegliete di premiare testi, immagini e video dal contenuto realmente utile piuttosto che quelli che vi strappano una risata ma senza apportare oggettivamente alcun valore aggiunto al web, anzi, facendo ricadere l'attenzione in un baratro di futilità e di sprechi, non di meno di prezioso cibo.
 

Scritto da Sara Albano

Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di promozione, eventi e consulenza per la ristorazione a 360°, oltre ad essere referente della comunicazione on e offline di Fabio Campoli e parte del team editoriale della rivista Facile Con Gusto.

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