Le api senza pungiglione

In inglese sono conosciute come “stingless honey bees ”, api che non pungono e che producono un miele portentoso

Le api senza pungiglione

Il miele, prezioso alimento che per millenni è stato l’unico zucchero concentrato disponibile per l'uomo, per noi occidentali è quello prodotto dall’Apis mellifera o da altre specie che possiedono tipicamente il pungiglione. Esiste però un altro tipo di miele, più pregiato e molto costoso, ed è quello prodotto da api che non pungono.

Gli anglosassoni le chiamano stingless honey bees, e appartengono alla tribù dei Meliponini della famiglia degli Apidi; queste api hanno un piccolo inoffensivo pungiglione e se disturbate si difendono mordendo.  Sinora ne sono state classificate cinquecento specie diverse, che si differenziano per il colore - che spazia dal giallo vivo al color cannella - per le sfumature degli occhi e per le dimensioni, pur essendo comunque tutte più piccole delle api mellifere comuni.

Le zone di origine delle api senza pungiglione sono quelle del Sud e del Centro America ma si sono diffuse anche in Africa, in Australia e nell’Asia sudorientale. Costruiscono i loro alveari nei tronchi degli alberi cavi o tra i rami, ma anche sottoterra o nelle cavità dei muri e li proteggono avvolgendoli con la cera che producono e con la resina degli alberi. Quando queste api raccolgono il nettare dai fiori prima di depositarlo nell’alveare lo modificano chimicamente aggiungendo sostanze che esse stesse producono.

Questo miele ha una percentuale di circa il 30% di umidità di cui è parzialmente responsabile il clima tropicale, ed è meno denso del miele prodotto delle api comuni; il suo colore varia a seconda dei fiori da cui le api estraggono il nettare. Ha una particolare dolcezza ,in alcuni casi vi si è trovato più maltosio che fruttosio o glucosio, e un retrogusto acidulo e leggermente amaro.

L’agrodolce rende questo miele particolarmente adatto all’uso in cucina in abbinamento alle carni o nelle insalate; il suo gusto, come il colore, varia leggermente a seconda dei fiori da cui proviene. Diversi studi hanno accertato che il miele delle api senza pungiglione è più ricco di composti antibatterici, possiede elevate capacità antiinfiammatorie e cicatrizzanti, e la presenza di antiossidanti lo rende un prodotto molto ambito dalle industrie sia alimentari che farmaceutiche e cosmetiche.

Meno denso del miele delle api mellifere, perché ha una maggiore percentuale di umidità (circa il 30%), il costo di questo miele è elevato sia perché la produzione è ridotta (le api comuni producono miele fino a trenta volte di più) sia perché il miele deve essere necessariamente refrigerato, deumidificato e pastorizzato per una produzione industriale.

La meliponicoltura è oggi diffusa in Sud America, in Africa, in Australia e nel Sud Est asiatico; le api senza pungiglione stanno diventando una risorsa che però va preservata dalla minaccia dell’abbattimento degli alberi per procurarsi i loro nidi. Fin dal tempo dei Maya, in Messico e nella penisola dello Yucatan, queste api erano allevate per il miele. Ah Muzen Kab era il dio dei Maya delle api e del miele il cui tempio si trova a Tulum. Esso è raffigurato mentre atterra in volo a testa in giù come se partecipasse alla natura delle api. E le api dei Maya appartengono alle specie  Melipona beechei e Melipona yucatanica, ovvero senza il pungiglione.

I Maya usavano il miele come dolcificante, come antibiotico e come ingrediente del balchè, una bevanda fermentata che è in uso ancora oggi. Gli Aztechi invece usavano regolarmente il miele delle api native per dolcificare una bevanda a base di cacao. Furono gli Spagnoli a portare l’ape mellifera in Sud America. Con la colonizzazione delle Americhe, le api native furono dimenticate mentre quelle mellifere europee devono la loro diffusione oltreoceano anche ai Gesuiti (che fra l’altro producevano una cera ottima per fabbricare candele).

In Brasile e in Perù le api senza pungiglione stanno diventando una risorsa economica grazie a una serie di progetti in cui si insegna ad allevarle preservando l’ambiente’ Infatti, è molto importante che si faccia uso del miele di queste api in modo responsabile perché sono importantissime per la salute degli ecosistemi locali. I Meloponini infatti garantiscono l’impollinazione dell’80% delle specie di piante autoctone e la loro presenza aumenta la resa dei frutti locali tra cui pere e avocado e, in particolare nel Perù, quella del camu camu, l’arbusto dalle cui bacche si ottengono succhi, bevande e polvere per alimenti e integratori.

Il rischio che queste api si riducano o si estinguano è legato da una parte ai cambiamenti climatici e dall’altro alla deforestazione, all’uso di pesticidi e all’introduzione di piante esotiche, perchè che le api senza pungiglione preferiscono impollinare le piante dei loro luoghi di origine. …

Photo via Canva

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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