Gli epigrammi di Marziale

Il poeta romano, ritenuto tra i più importanti epigrammisti in lingua latina della storia, fa riferimento al cibo in diversi suoi scritti

Gli epigrammi di Marziale

Di seguito vi proponiamo tre epigrammi gastronomici di Marco Valerio Marziale che riguardano il cibo.

«Ieri ai commensali hai donato un buon profumo, lo confesso,
ma nulla sulla mensa hai poi tagliato. È da ridere l’esser profumati
e stare a pancia vuota. Chi non mangia e viene profumato, questi,
veramente, o mio Fabullo, a me sembra un morto imbalsamato».

«La mia tavola semicircolare ha posto per sette, siamo sei,
ci aggiungeremo Lupo. La contadina mi ha portato malve,
che il ventre faranno alleggerire, e verdure varie del mio orto.
Fra queste è la lattuga a cesto largo e un porro da tagliare,
non manca la menta ruttatrice, né la ruchetta che eccita all’amore.
Fettine d’uova sode guarniranno acciughine su un fondo di ruta
e vi saran di scrofa le tettine con salsa di tonno inumidite.
Questo per antipasto. Sulla mensa avrete solo un’unica pietanza:
un capretto strappato dalla bocca di un lupo disumano, costolette,
che non han bisogno d’un maestro di mensa per tagliarle,
e quelle fave che mangiano gli artigiani e freschi broccoletti.
Avrete un pollo e del prosciutto, avanzo di tre cene precedenti.
Quando sarete sazi, frutta matura avrete a piacimento
ed un limpido vino di una bottiglia di Nomento, invecchiato
sino al sesto anno sotto il console Frontino. Seguiranno scherzi
benevoli, franche parole che non vi faran temere o che vorreste
aver taciute. I miei convitati parleranno dei Verdi e degli Azzurri,
né i bicchieri ch’io farò riempire vi faranno finire in tribunale.»

«Ora che mi inviti a cena senza dovermi pagare come prima,
perché non mi viene servita la stessa cena che mangi tu?
Tu prendi le ostriche ingrassate dal lago Lucrino,
io succhio una cozza dopo averne rotto il guscio.
Tu mangi i porcini, io funghi buoni per i maiali,
tu ti dai da fare con un rombo io con un pesciolino.
Una tortora dorata ti sazia con le sue cosce gigantesche,
a me viene servita una gazza morta nella gabbia.
Perché, pur cenando da te, Pontico, non ceno con te?
Abolire la sportula? Bene, ma che almeno ci sia un vantaggio.
Cerchiamo se non altro di mangiare le stesse cose».


Marco Valerio Marziale (38 o 41 – 104 d.C.)

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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