I cioccolatini di Mozart

Sono le deliziose Mozartkugeln, a noi meglio note come “palle di Mozart”: ecco la loro storia

I cioccolatini di Mozart

Difficile trovare qualcuno che non abbia assaggiato almeno una volta nella vita la prelibata pralina sferica con l’effigie del grande musicista salisburghese Wolfang Amadeus Mozart. Ma di certo uno c’è: è lo stesso Mozart, visto che il cioccolatino a lui dedicato è stato inventato cento anni dopo la sua morte. Quando a Salisburgo nel 1842 fu eretto il monumento in sua memoria, il nome del grande compositore cominciò ad essere affiancato a ricette tipiche dell’Austria e ai souvenir. E quale souvenir è ancor oggi più gradito di una scatola di cioccolatini mozartiani! 

Originariamente, quelle che in Italia chiamiamo palle di Mozart erano chiamate Mozart-Konfer, quando nel 1890 il mastro pasticciere di Salisburgo Paul Furst le inventò e pensò di dedicarle proprio all’illustre compositore. Grazie al grande successo dei suoi cioccolatini artigianali la produzione crebbe e il nome diventò quello che è oggi: “Mozartkugeln”, che si traduce per l’appunto in “palle di Mozart “.

Era davvero una sfera perfetta il cioccolatino di Furst: per la sua originalità il pasticciere ricevette una medaglia d’oro all’ Esposizione Mondiale di Parigi del 1905. La ricetta originale prevedeva di ricoprire una pallina di marzapane al pistacchio con crema gianduia per poi infilzarla in un bastocino di legno e immergerla nel cioccolato fondente fuso. 

La deliziosa specialità veniva confezionata singolarmente in carta stagnola dai colori argento e blu con impresso l’immancabile ritratto di Mozart al centro. Gli ingredienti utilizzati da Furst erano di ottima qualità, e si racconta che per evitare che i suoi dipendenti assaggiassero i cioccolatini durante la produzione fu imposto loro di fischiare per tenere la bocca impegnata in altro che non fosse masticare. 

L’enorme successo delle Mozartkugeln portò molte altre pasticcerie ad imitarlo utilizzando lo stesso nome che Furst aveva scelto perché costui non aveva pensato a far brevettare né il nome né la confezione, come è accaduto invece per la torta Sacher. Ne nacque una lunga battaglia con le pasticcerie Holzermayr e Schatz di Salisburgo, che non riguardava la ricetta ma i diritti sull’esclusiva di vendita ed esportazione. 

La lite terminò nel 1996 con la sentenza a favore di Norbert Furst, pronipote di Paul, per cui solo i cioccolatini della sua azienda potevano essere denominati Original Salzburger Mozartkugeln  nome che rende fiera ancora oggi la famiglia Furst. L’involucro in carta stagnola argentata e blu col ritratto mozartiano è stato registrato nel 1997. 

La produzione industriale della ricetta ha comportato delle modifiche e alle palle originali si sono aggiunte tante altre "imitazioni" oggi anche più diffuse, come le Real Reber Mozart Balls prodotte dall’azienda bavarese Reber e le Echte Salzburger Mozartkugeln prodotte dall’azienda Mirabell; in genere sono un po' più piccole e schiacciate sul fondo e il marzapane al pistacchio si trova a volte nel cuore del cioccolatino all’interno della crema gianduia a volte al contrario esso racchiude la crema. DI seguito un'immagine trovata sul web che mostra le differenze di composizione interna dei cioccolatini di Mozart prodotti da varie aziende. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’incarto può essere di carta stagnola di colore rosso e/o oro quando la copertura dei cioccolatini è in cioccolato fondente o di colore blu quando è di cioccolato al latte. Delle palle di Mozart è stata raggiunta una produzione giornaliera pari a circa 10.000 pezzi al giorno, dato attendibile considerato che sono il più classico dei souvenir che da Salisburgo raggiungono il mondo intero. 

Photo by Redazione Prodigus

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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