È il cibo il nemico? No!

Scopriamo cosa sono i disturbi dell’alimentazione e perché gli alimenti, in realtà, rappresentano solo la punta di un iceberg

È il cibo il nemico? No!

CONOSCERE, AFFRONTARE, VINCERE I DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE
Per vivere in armonia il rapporto con cibo, corpo, emozioni
Anoressia, Bulimia…e non solo

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) anche detti semplicemente Disturbi dell’Alimentazione (DA) sono patologie complesse e molto gravi caratterizzate da un comportamento alimentare disfunzionale, da un’eccessiva preoccupazione per il peso e da un’alterata percezione dell’immagine corporea. Tali aspetti inoltre sono spesso correlati a bassi livelli di autostima. Il rapporto con il cibo, corpo ed emozioni è compromesso.

Come menziona il manuale diagnostico salute mentale Dsm-5: “I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono caratterizzati da un persistente disturbo dell’alimentazione o da comportamenti collegati con l’alimentazione che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e che danneggiano significativamente la salute fisica e il funzionamento psicosociale”. 

Ma È IL CIBO IL NEMICO? NO! In realtà la relazione complicata con gli alimenti è solo la punta di un iceberg. 

Ogni atto legato al cibo, anche il più semplice e quotidiano, esprime molto altro che il nutrirsi. Intorno alla tavola si mangia, si dialoga, si condivide e dentro ci passano saperi, gusti, sapori. Il cibo porta con sé una storia e una cultura; nella nostra società è il connettore principale ed è diventato una delle attrazioni principali dei palinsesti televisivi, sui social e di numerosi eventi a tema.

Per chi soffre di DA, il cibo, elemento essenziale per la sopravvivenza, diventa il mezzo attraverso il quale manifestare il proprio disagio interiore: un “rifugio” e l’“anestetico” per non sentire il dolore, l’unico modo per esercitare il controllo su sé stessi, sulle proprie emozioni, pensando di non essere più in grado di controllare la propria vita e le relazioni. Si cerca di “gestire” l’ingestibile lotta interiore, diventa l’unico modo per sentirsi efficaci, l’unico strumento per aumentare la propria autostima, per riconoscere il proprio valore come persona. È l’unico linguaggio per parlare a sé stessi e al mondo circostante.

L’assunzione di cibo può diventare una dipendenza, come con l’alcol e le droghe; il rapporto con il cibo è compromesso dall’impulsività e dalla compulsività. L’assunzione di cibo stimola, inoltre, la produzione di endorfine ovvero le ammine del buon umore: è evidente lo stretto legame con lo stato emotivo, psicologico, organico ed endocrinologico.

Chi soffre di DA è così ossessionato dal cibo e dai pasti al punto da non provare più interesse ed entusiasmo verso altri ambiti della vita, dalle relazioni affettive al lavoro o alla scuola. Non si tratta di un semplice interesse per la dieta. Spesso si pensa erroneamente che un DA sia legato all’estetica e al volere essere magri, ma c’è molto più di questo. 

Può essere difficile individuare i primi sintomi e frequentemente chi ne è affetto tende a nascondere i comportamenti della malattia. In questo appuntamento mensile su Prodigus per tutto il 2022 vi accompagnerò attraverso la pubblicazione “Conoscere, affrontare, vincere i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione” (a cura del Ministero della Salute, che potete scaricare gratuitamente nella versione integrale cliccando qui) per aiutare e guidare nell’avere maggior consapevolezza e giusto approccio a simili problematiche dall’ambiente familiare a quello scolastico.

Cosa è importante sapere sui disturbi dell'alimentazione: 

  • I DA rappresentano una vera e propria emergenza sociale e sanitaria
  • C’è un diffuso sommerso, le persone non hanno gli strumenti o hanno paura e vergogna di chiedere aiuto
  • Sono particolarmente diffusi nel genere femminile, nell’adolescenza e nelle giovani, dai 12-25 anni, anche se sono in aumento nei maschi e in tutte le fasce d’età. Segnali di allarme anche in bambini prima degli 8 anni e nelle persone anziane
  • Le cause derivano dalla concomitanza di fattori sociali, psicologici e biologi
  • Si associano ad una grave sofferenza psicologica, emotiva e a difficoltà relazionali e sociali
  • Queste malattie possono avere forme gravissime combinate con depressione, disturbo bipolare, disturbi di ansia, vissuti di traumi, disturbi del sonno, disturbi dell’immagine corporea
  • Spesso si combinano con abuso di alcol e uso di sostanze stupefacenti
  • I DA sono condotte auto lesive e possono portare al suicidio
  • I costi sociali sono altissimi per il grave impatto complessivo sulla qualità della vita e la capacità lavorativa e relazionale sia di chi ne è afflitto che della famiglia
  • Dai DA si può guarire, ma se non trattati in tempi e con metodi adeguati, possono diventare una condizione permanente e compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo. Come per molte patologie anche per i DA il riconoscimento precoce del disturbo comporta un miglioramento dell’evoluzione a lungo termine e una più alta probabilità di guarigione
  • I DA necessitano di un trattamento specialistico multidimensionale e interdisciplinare in cui è essenziale una grande collaborazione tra figure professionali con differenti specializzazioni. L’intervento deve essere istituito tempestivamente, in particolare in età evolutiva, con lo scopo di prevenire danni sullo sviluppo e sulla crescita
  • Non si riconosce un DA solo dal peso. Anche condizioni di normopeso e sovrappeso, fino all’obesità, possono essere associate alla presenza di disturbi dell’alimentazione

 

I testi della presente pubblicazione hanno finalità esclusiva di consultazione e informazione e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o l’intervento del medico.


Fonte: “Conoscere, affrontare, vincere i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione” – Opuscolo a cura del Ministero della Salute 


Fonte: Ministero della Salute

Scritto da Nadia Accetti

Nadia Accetti è la fondatrice di DonnaDonna Onlus, una giovane donna sorridente e comunicativa, vulcanica, esuberante e morbida nelle forme e nell’approccio alla vita. Il suo motto è “SOLO SORRISI”: dopo aver reagito all’isolamento in cui i Disturbi del Comportamento Alimentare rinchiudono, Nadia è una donna finalmente libera, testimone di una reale vittoria contro tali malattie e che ama la vita più che mai… a partire dal buon cibo e dall’assaporare ogni momento.

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