Pellicola per alimenti

Attenzione alla scelta!

Pellicola per alimenti

Chi non ne possiede almeno un rotolo in casa? La pellicola per alimenti è certamente una delle invenzioni del XX secolo più utili per il mondo della cucina.

Tuttavia, come spesso accade per molti materiali a contatto con gli alimenti, esiste anche per questo prodotto una certa pericolosità, se utilizzato in modo inopportuno. La pericolosità, in questo caso, è intesa non come pericolo acuto (non ci si avvelena con effetti immediati), ma come pericolo cronico, perché le sostanze nocive si accumulano all'interno dell'organismo, e possono generare problemi anche gravi nel lungo periodo.

I problemi

Sono derivanti soprattutto da un uso errato e riguardano le dinamiche relative all'umidità e al calore, ai quali la pellicola dovrebbe essere sempre sottoposta il meno possibile. Il materiale plastico di produzione può essere di vario tipo, ma storicamente si è sempre usato il PVC (polivinilcloruro), un materiale molto flessibile, ma che è stato classificato come cancerogeno. Per questo molte aziende hanno sostituito integralmente il PVC con altri polimeri, e soprattutto con il polietilene, un materiale che, per le conoscenze attuali e per quanto più costoso, non ha effetti sulla salute umana e può essere utilizzato senza pericoli al momento conclamati. Purtroppo, però. attualmente la legge non obbliga i produttori ad indicare sulle confezioni il materiale di cui le pellicole sono composte: non resta che scegliere coloro che lo comunicano volontariamente al consumatore, apprezzandone la qualità… trasparente.

Il Mater-Bi

Un’alternativa al polietilene risiede nel Mater-Bi, nome commerciale di una bioplastica (biodegradabile e compostabile) brevettata e prodotta sin dagli anni ’90, ma che sta riscuotendo sempre più successo grazie alle sue proprietà, ed è largamente utilizzata non solo per la produzione di film, imballaggi e utensili a contatto con gli alimenti, ma anche ad esempio per quella di giocattoli. 

Cibo imballato…nel cibo?

Recentemente un professore e due dottorandi dell’Università di Singapore hanno sviluppato un nuovo film per alimenti i cui materiali di fabbricazione risultano essere… carapace di crostacei ed estratto di semi di pompelmo. Il chitosano, sostanza principale di cui è composto l’esoscheletro di gamberi, granchi, astici e aragoste, è un antimicrobico e antifungino naturale, mentre l’estratto di semi di pompelmo è un antiossidante con proprietà antisettiche, germicide, antibatteriche e antivirali.

Il nuovo materiale ha proprio lo stesso aspetto della classica pellicola trasparente, ma è biodegradabile, previene la moltiplicazione batterica e fungina, blocca i raggi ultravioletti e mantiene il cibo fresco per il doppio del tempo della pellicola tradizionale.

Ci uniamo ai ricercatori nella speranza che un simile prodotto abbia impatto positivo sul mercato, per dare un ulteriore aiuto al pianeta attraverso l’introduzione di materiali che aiutano a combattere l’inquinamento nella vita quotidiana.

Scritto da Redazione ProDiGus

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