Braccio di Ferro e gli spinaci

Chi non conosce Braccio di Ferro? Personaggio di fantasia la cui immagine ancora oggi sembra essere “immortale”, ritrovandolo con il suo cappello da marinaio e l’immancabile pipa riprodotto dalle insegne di locali alle t-shirt, protagonista anche di moderni videogiochi e remake dei suoi cartoni animati, oggi vogliamo raccontarvi la sua storia, concentrandoci naturalmente in particolare sui suoi “legami gastronomici”.

Il marinaio “Popeye” fece il suo debutto nel 1929 all’interno di una serie a fumetti già esistente chiamata Thimble Theatre, inventata, disegnata e introdotta da Elzie Crisler Segar sul New York Journal a partire dal 19 dicembre del 1919. In origine il fumetto aveva come unici protagonisti Olive Oyl e Harold Ham Gravy: già i loro nomi dal chiaro riferimento alimentare, ovvero “Olio d’Oliva” – in lingua italiana diventata la celebre Olivia - e “Sugo di prosciutto”, furono una sorta di pronostico del futuro successo legato anche alla cucina di Braccio di Ferro.

Nel corso degli anni, prima di Braccio di Ferro, l’autore aveva aggiunto nelle simpatiche strisce anche altri personaggi (come Castor Oyl, fratello maggiore di Olivia), ma fu l’entrata in scena del marinaio a cambiare il destino dell’intera serie. Il primo episodio in cui fa ingresso lo vede assunto da Castor Oyl per le sue doti di lupo di mare, per condurre una nave in Africa. Nato in un tifone a Santa Monica in California, dal volto di aspetto deformato, con un occhio solo e con un forte impedimento nel linguaggio: così furono pensate e raccontate le sue caratteristiche, e forse anche perché disegnato in modo diverso rispetto agli altri personaggi destò l’attenzione del grande pubblico.

Nel primo decennio di Thimble Theatre, Hamgravy era il fidanzato di Olivia, con il “piccolo difetto” di venir spesso attratto da altre donne, peraltro considerevolmente ricche. Dopo la comparsa di Braccio di Ferro, lei gli ruba il cuore quando per sbaglio lo bacia su una guancia. In seguito, farà il suo ingresso in scena anche il personaggio di Bluto (o Bruto) - marinaio alto e forte che diventerà il suo più celebre rivale in amore – mentre Hamgravy scomparirà del tutto dalla serie, offuscato dalla rapida fama dell’immagine di Popeye.

Tale fu il successo delle vicende frutto della fantasia di Segar, che nel 1933 i suoi personaggi vennero adottati in una serie di cortometraggi animati della Paramount Pictures intitolati “Popeye the Sailor”. La gloria si moltiplicò all’istante, e questi mezzi d’intrattenimento, per bambini ma non solo, divennero tra i più popolari degli anni Trenta, al punto che la casa di produzione cinematografica tra le più importanti di sempre negli Stati Uniti proseguì con la produzione di nuovi cartoni animati con Braccio di Ferro protagonista fino al 1957. Nella serie animata svaniscono le difficoltà di parola del personaggio, così come la caratteristica dell’occhio mancante, poiché sembra che uno dei due sia semplicemente socchiuso.

Braccio di Ferro diventa dunque una vera stella del cinema che non ha nulla di meno degli attori reali. E il suo successo commerciale inizia ben presto, nel momento in cui le grandi aziende si rendono conto della sua popolarità in ascesa. Se inizialmente Popeye traeva la sua grande forza dallo sfregare la testa di una gallina, già sin dal 1932 - ovvero solo tre anni dopo la sua “nascita fumettistica” – la gallina venne scambiata con un barattolo di spinaci in conserva. Gli spinaci non solo davano a Braccio di Ferro una forza sovrumana, ma dotarono il marinaio anche di altre abilità, come ballare e suonare il pianoforte.

Ritenendo ai tempi che gli spinaci fossero un alimento vegetale ad alto contenuto di ferro (evidenza in seguito smentita non solo dalla quantità realmente contenuta ma anche della bassa biodisponibilità per l’organismo di questo elemento nella forma chimica contenuta dalla foglie verdi più famose al mondo), ed approfittando della già nota dote di Braccio di Ferro di possedere una forza sovrumana, le grandi industrie americane che iniziavano ad introdurre sul mercato i rivoluzionari prodotti “canned” (ovvero in scatola, forti della caratteristica di aumentare il tempo di conservazione di prodotti freschi come le verdure) ingaggiarono il personaggio per incentivare la loro promozione e soprattutto per fornire anche ai bambini un buon motivo per nutrirsi degli spinaci senza fare troppi capricci. Il personaggio di Braccio di Ferro, non a caso, fece la fortuna dei coltivatori di spinaci, tanto che i contadini di una località texana, Crystal City, eressero perfino una statua per ringraziarlo.

Il volto del nostro amato marinaio comparve in seguito sui più svariati prodotti a base di spinaci, da quelli freschi, lavati e imbustati fino ad altri alimenti che contenevano al loro interno una parte di spinaci (come la pasta verde all’uovo). E ancora oggi curiosando tra le ricette sul web, americane ma non solo, la definizione “alla Popeye” viene data a tantissime ricette, dalle polpette (chiaramente di spinaci) alle carni farcite e chi più ne ha più ne metta.

I cartoni animati di Popeye erano così popolari durante la Depressione che le vendite di spinaci in America aumentarono di un terzo. Gli spinaci “a marchio Popeye” sono ancora oggi il secondo marchio di spinaci più venduto in America. La relazione con gli spinaci parte da un cartone animato in cui Braccio di Ferro viene picchiato e gettato in un campo di spinaci, e questa è la "genesi" del suo amore (e necessità) per l’ortaggio.

Negli anni Ottanta, inoltre, anche aziende produttrici di prodotti differenti riuscirono ad acquisire i diritti per utilizzare l’immagine del marinaio per promuovere e pubblicizzare la bontà e genuinità delle proprie preparazioni alimentari, sponsorizzando al contempo la produzione di altri fumetti per gli appassionati lettori. Tra i prodotti più noti che ingaggiarono il “testimonial immaginario” c’era il porridge d’avena istantaneo prodotto dall’azienda Quaker Oats, ancora oggi leader di mercato nel suo settore.

Note sitografiche

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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