Santa Lucia in Europa

Come viene celebrata e quali significati assume la festa della luce del 13 dicembre nei vari paesi europei? Scopriamo le diverse tradizioni

Santa Lucia in Europa

Lo scorso anno, per celebrare questo speciale giorno dedicato a Santa Lucia, vi abbiamo parlato delle tradizioni nelle diverse regioni d’Italia legate a questa festività. E quest’anno non poteva mancare un nuovo approfondimento per scoprire come vengono festeggiati Santa Lucia e il solstizio d’inverno in tutto il mondo. 

Cominciamo a dare uno sguardo ad alcune aree dell’Europa, partendo dalla Svezia e dalla sua capitale Stoccolma, dove la festività della santa ricorda tradizioni scandinave. L’aria è pervasa di dolci musiche e canti di Natale, i bambini vestiti di bianco portano in dono i dolci per la colazione, le bambine sfilano con tuniche bianche e ghirlande di candele sul capo in concerti e sfilate. Nei mercatini locali spopolano per questa occasione le brioche allo zafferano e e i biscotti allo zenzero. come anche in altri Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Norvegia).

Nei paesi scandinavi il 13 dicembre è il giorno di “elezione” di una ragazza che sarà la “Santa Lucia dell’anno”, vestita di bianco e con una fascia rossa in vita (simbolo del martirio) e una corona di candele in testa (simbolo della luce di Cristo che illumina gli uomini di ogni tempo): la ragazza è seguita da altre compagne tutte in bianco e con candela accesa in mano, mentre viene suonata la famosa canzone napoletana Santa Lucia ( anche se a rigor di logica il testo non ha nulla a che fare con la santa, in quanto è relativa a un borgo famoso di Napoli chiamato Santa Lucia; ma la canzone è tanto dolce da essere perfettamente adatta per la festa, e le parole nei paesi nordici sono state modificate mantenendo intatto solo il motivo musicale). La ragazza nominata “Santa dell’anno” avrà la missione di portare a tutti, e ai più bisognosi in particolare, il messaggio di pace della Santa. 

In Danimarca il 13 dicembre è detto Luciadag dal 1944 durante la dominazione tedesca e nata per ribellione contro questa, in Finlandia Luciadgen dal 1898 con elezione della prima santa nel 1949, in Norvegia è Lussinatten, festa che originariamente celebrava la strega Lussi in una notte particolarmente lunga e paurosa, ma dal dopo la Seconda Guerra Mondiale la strega fu sostituita dalla santa, certamente per ringraziare Dio della fine della terribile guerra. 

Anche Paesi slavi come Croazia e Ungheria festeggiano la santa: la tradizione vuole che quel giorno si piantino semi di frumento, in modo che a Natale le piantine siano già un po’ alte, il tutto per simboleggiare la vita nuova nata a Betlemme con Gesù; poiché Lui è la luce del mondo, vicino alla piantina di grano (tanto citato nei vangeli) alcuni accendono una candela. 

In Lituania è tradizione che la notte di santa Lucia si trasportino ceppi a casa degli amici, volendo con questo gesto raccogliere e buttare via tutti gli spiriti malvagi delle foreste, accogliendo invece la luce; in ogni casa il ceppo sarà acceso e consumandosi distruggerà tutti i problemi avuti quell’anno. Per le strade si aggirano mostri terrificanti, perché questo è il giorno della festa di Yule (comune anche ad altre località come vedremo) dio dei demoni e dei morti. Nella vicina Lettonia per il solstizio d’inverno gli abitanti si vestono come mostri terrificanti, i quali rappresentano tutti problemi dell’anno che sta per finire e che saranno sconfitti con il ritorno della Luce del sole. 

In Inghilterra, più precisamente In Cornovaglia (porzione a sud ovest dell’ Inghilterra) nella città di Penzance il 21 Dicembre (solsitizio d’inverno ricollegato sempre a Santa Lucia) si tiene il Montol Eve Festival, per il quale si indossano abiti bianchi e neri (i colori tipici della regione) e si organizza una fiaccolata notturna (con lanterne che ognuno costruisce da sé secondo un modello indicato) che porterà la luce alla sommità della città per accendere un grande falò, da cui la luce si diffonderà simboleggiando la fine della lunga notte e il ritorno del Sole. Non mancano durante la settimana del festival (dal 14 al 21 Dicembre) falò, lanterne, balli in maschera, canti tradizionali e mercatini di Natale che vendono artigianato locale. Antica tradizione vuole che la notte della vigilia del solstizio d’inverno ricorra anche la festa per il compleanno del favoleggiato Re Artù. 

Nella serata viene acceso un gigantesco tronco di legno chiamato mock, che come al solito simboleggia la grandezza della luce che sconfigge il buio della notte più lunga dell’anno. Il nome Eve ricorda Tom Bawcock Eve, che con questi particolari riti scongiurò una grave carestia e, con l’occasione, festeggiò lo scampato pericolo preparando il piatto tradizionale della festa lo Stargazy pie (una torta salata fatta con patate, uova e pesce). Sempre in Inghilterra, nella citta di Brighton si festeggia con una processione nella quale il partecipante, numerosissimi, portano in mano una lanterna e si coprono di festoni, concludendo con un falò di orologi, per simboleggiare il passare del tempo.

Il solstizio invernale viene anche festeggiato in luoghi ricchi di fascino e di mistero come nella vicina Irlanda presso le tombe megalitiche di Newgrange (nella contea del Meath), datate 5000 anni , in cui una stretta apertura consente, a chi ha trascorso lì la notte, di vedere il sole che sorge e che illumina la camera tombale, per solo 15 minuti e solo il 21 Dicembre. Altro luogo affascinante è per la celebrazione della festa della luce è Stonehhenge (il cui nome significa pietra sospesa), in Inghilterra nello Wiltshire, nei pressi di Salisbury: si tratta di megaliti verticali disposti a cerchio, sormontati da megaliti orizzontali. Tutti i pezzi furono sistemati tra il 1901 e il 1964 e dovrebbero rappresentare come in effetti era il sito prima della ricostruzione. Secondo gli studiosi si tratterebbe di un osservatorio astronomico utile per la definizione e l’osservazione dei solstizi e degli equinozi. 

Gli appassionati della questione ricordano così la festa pagana precristiana di Yule (festa dedicata secondo alcuni al dio pagano Jul signore dei demoni e dei morti) e attendono il sorgere del sole all’ alba del 22 Dicembre. Il luogo è permeato di magia perché scelto dai druidi (i sacerdoti dei Celti) per i sacrifici umani e per altri riti, tra cui la benedizione e il taglio dei rametti di vischio, pianta sacra per loro (ancora oggi il vischio rappresenta la pianta sotto cui baciarsi e dichiarasi amore eterno). La festa di Yule la ritroviamo anche nelle isole Shetland (Scozia), in cui si tiene il più grande festival europeo di statue di fuoco (Up Helly Aa), mentre nelle Alpi e in Germania si ritrovano reminiscenze popolari di solstizio nelle feste Perchta (associabile alla nostra Befana) per le quali si preparavano dolci a forma di scarpe per cacciare a pedate i demoni notturni del solstizio detti Krampus. Perchta o Berchta, era una delle tradizioni alpine pre –cristiane, Signora delle bestie, quindi dea della caccia, che poteva apparire bella e bianca oppure vecchia ed anziana.

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 insegna Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .

Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali e collabora, con la nomina di Vice Direttore, alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani.

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi