Consumi di carne

A livello mondiale, sono davvero diminuiti? E quali sono i paesi più carnivori?

Consumi di carne

Il tema è sulla bocca di tutti già da diverso tempo: il consumo di carne nuocerebbe alla salute e all’ambiente, notizia rimbalzata da parte a parte del pianeta che genera sempre una maggiore sensibilità sull’argomento. Ma in base alle statistiche mondiali, siamo davvero sicuri che il mondo stia effettivamente mangiando meno carne rispetto al recente passato?

Ebbene, un articolo da poco reso noto dalla BBC conferma che, a dispetto della percezione comune, i consumi di carne sono cresciuti molto rapidamente nell’ultimo mezzo secolo. I quantitativi ad oggi prodotti sono di cinque volte maggiori rispetto ai dati che si registravano nei primi anni Sessanta: da 70 milioni di tonnellate si è passati a quasi 330 milioni di tonnellate nel 2017, e gli esperti del fenomeno lo imputano all’aumento della popolazione mondiale e alla crescita della disponibilità economica generale di ciascun individuo. 

In base a dati FAO, l’Australia e gli Stati Uniti guidano la classifica dei paesi più carnivori al mondo, con rispettivamente 116 e 115 kg pro capite di carne consumati ogni anno. Seguono l’Argentina, la Nuova Zelanda e l’Europa. Tutte aree, comunque, in cui il reddito risulta decisamente più alto rispetto ai territori soprattutto africani - ma anche alcuni asiatici – dove i consumi sono dieci volte inferiori rispetto ai nostri. 

Il grande aumento del consumo mondiale di carne è dovuto anche all’apertura dei mercati della Cina e del Brasile, che hanno visto (e ancora vedono in atto), a partire dalla fine del secolo scorso, la propria rivalsa nello sviluppo economico e il conseguente aumento del reddito medio della popolazione, con nuove possibilità di spesa (e scelta) alimentare. Basti pensare che negli anni Sessanta in Cina il consumo medio pro capite era inferiore a 5kg annui, mentre oggi sfiora i 60. 

Accanto a questi dati, ci sono quelli tutti italiani elaborati nel 2018 da Coldiretti, che rivelano una spesa della famiglie italiane per l’acquisto di carni aumentata di più del 5% (in rialzo dopo 6 anni di cali). I consumi di carne nazionali rimangono comunque tra i più bassi d’Europa (con 79kg/ pro capite/anno), dove i carnivori in testa alla classifica sono i danesi (109,8kg/pro capite/anno) ed i portoghesi (101kg/pro capite/anno), seguiti dagli spagnoli (99,5kg/pro capite/anno). 

In America invece, sempre sulla base di dati del 2018, il consumatore medio ha consumato 222,2kg pro capite di carni bianche e rosse. 

Ma se il trend delle preferenze mondiali non è dunque in diminuzione, ciò in cui si denotano dei cambiamenti è la tipologia di carne acquistata: in generale nel mondo, in questo momento storico, si mangiano meno carni rosse e più pollame.


Fonte: Focus

Scritto da Redazione ProDiGus

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