Tre pezzi a forma di pera

È il nome della composizione per pianoforte a quattro mani scritta da Erik Satie nel 1903: scopriamo il perchè

Tre pezzi a forma di pera

 

 

 

 

 

Trois morceaux en forme de poire, Suite di brani per pianoforte a quattro mani di Erik Satie
Anno di composizione 1903 (durata approssimativa 12 minuti) 

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Siamo sempre alla ricerca per voi di curiosità intorno al cibo, non di meno legato alla musica. Tra una consultazione web e l’altra ci siamo imbattuti in Tre pezzi a forma di pera (titolo originale Trois morceaux en forme de poire): si tratta di una composizione per pianoforte a quattro mani, completata nel settembre del 1903 dal compositore e pianista francese Eric Alfred Leslie Satie, conosciuto più semplicemente come Erik Satie (Honfleur, 1866 – Parigi, 1925). 

Un artista del pianoforte passato alla storia come “inclassificabile” nei generi musicali, ma largamente riconosciuto in qualità di precursore di diverse correnti artistiche che contraddistinsero il suo tempo, dal simbolismo al surrealismo fino al minimalismo. Il suo stile è associato anche al teatro dell’assurdo: non a caso, ad esempio, questo pezzo musicale da lui intitolato “Tre pezzi a forma di pera” prevede l’alternarsi di ben sette pezzi con movimenti musicali differenti

Questo pezzo di Erik Satie è una delle sue opere più emblematiche, nonché tra le più apprezzate dal pubblico di estimatori del suo genere. La sua preziosità sta anche nel rappresentare un grande atto di caparbietà da parte del compositore, che agli albori del ‘900 viveva un periodo creativo di scarso successo che avrebbe scoraggiato chiunque altro. Il suo coraggio stette nel riprendere i principi fondamentali dei suoi primi due periodi compositivi, riarrangiando ancora una volta le proprie idee originarie nell’intento di farle finalmente comprendere ad un grande pubblico. Contro ogni aspettativa, Tre pezzi a forma di pera si rivelò una sintesi particolarmente riuscita del suo stile, in cui stili musicali in parte diversi si uniscono in perfetta armonia. 

Circolano diverse leggende sull’origine del nome scelto per la composizione, ma quella più conosciuta (nonché più credibile) porta indietro nel tempo ad un’osservazione che un altro importante compositore, Claude Debussy, fece a Satie quand’era in più giovane età. “Occorre prendersi più cura della forma”, fu il suggerimento che diete a Erik Satie, che intitolò così questa musica “squisita” come per deridere la preoccupazione per la forma: nonostante la conoscesse perfettamente, non era infatti “nel suo stile”! 

Photo made in AI

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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